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Un solo porto tanti progetti
- Cronologia essenziale
Il
20 dicembre 2006, dopo il parere favorevole
dell’assessorato regionale al Territorio e Ambiente, veniva
firmato l’accordo riguardante i lavori per la costruzione del
Porto Turistico di Siracusa. L’accordo era frutto di
un’intesa fra Comune, Regione, Genio civile opere marittime,
Capitaneria di porto e Marina di Archimede SpA. Costo
previsto dell’opera: 27 milioni di euro, di cui 18 a carico dei
privati e 9 di finanziamento della Regione. Inizio
previsto dei lavori nella primavera del 2007 e conclusione entro
il 2008. Nel frattempo la società Marina di Archimede, di
proprietà dell’imprenditore di Palazzolo Acreide Paolo Gallo,
aveva da tempo avviato una trattativa per una partnership con la
società Acqua Pia Antica Marcia, leader nel settore turistico e
portuale. All’ottenimento della concessione da parte della
Regione, la Marina di Archimede SpA veniva interamente rilevata
dalla società di proprietà dell’ingegnere Francesco Bellavista
Caltagirone. L’Antica Pia Acqua Marcia è altresì titolare a
Siracusa dell’Hotel Des Etrangers, e in altre città siciliane
degli alberghi già di proprietà della Regione e poi del Banco di
Sicilia, quali il Villa Igiea e il Due Palme, Excelsior di
Palermo e il San Domenico di Taormina. Il 20 ottobre 2007
avveniva la simbolica posa della prima pietra del porto
turistico di Siracusa alla presenza del governatore Salvatore
Cuffaro, del sindaco Giambattista Bufardeci, del presidente
della Provincia Bruno Marziano e dell’ingegnere Caltagirone.
A giugno del 2008 venivano aperti i cantieri per la
realizzazione del Porto Turistico. Successivamente facevano la
loro apparizione i mega cassoni in cemento armato posizionati
lungo la banchina della Marina dove tuttora si trovano.
Il
progetto iniziale del Porto Turistico in realtà è diviso in due
parti ben distinte: una destinata alla fruizione pubblica e
l’altra a quella privata. Per la prima parte il Comune ha dato
l’appalto all’impresa “Porto Siracusa Società Consortile S.r.l.”,
per gli “Interventi di riqualificazione funzionale delle
banchine del Porto Grande di Siracusa”. Interventi compresi
nell’area che va dalla Capitaneria di Porto alla Marina
fino a un’ampia porzione del Molo S. Antonio. L’appalto privato,
di cui è titolare la società Acqua Marcia del gruppo Caltagirone,
riguarda invece l’area che va dalla parte rimanente del Molo S.
Antonio alle banchine del Mercato Ittico. In questa zona è
prevista la realizzazione di circa 600 posti barca che verranno
affittati o venduti temporaneamente, ovvero fino alla scadenza
della concessione demaniale. In base al progetto approvato, la
società di Caltagirone dovrebbe costruire anche delle opere a
terra quali uffici direzionali, un circolo nautico, un club
house, un info point, spazi per riunioni e congressi e altro
ancora. C’è poi un terzo progetto, quello della SPERO
dell’imprenditore Di Stefano, che si affaccia sempre all’interno
del porto grande. Sorgerebbe al confine tra il 34° gruppo radar
e i supermercati Gemar di via Elorina. Dopo la prima
pubblicazione avvenuta nel mese di agosto del 2008, che non ha
registrato alcuna opposizione!, il progetto delle opere a mare è
stato discusso dagli enti preposti (comune, demanio, dogane,
capitaneria, genio civile, genio civile opere marittime,
soprintendenza, assessorato territorio ambiente) in più
occasioni durante numerose conferenze di servizio. A tale
riguardo le recenti polemiche su questo progetto appaiono
quantomeno un po’ tardive. Della serie “piatto ricco mi ci
ficco”, un quarto e per adesso ultimo progetto di porto
turistico sarebbe stato presentato al Comune per occupare lo
spazio antistante il famigerato parcheggio Talete. Chissà,
potrebbe essere una buona occasione per abbatterlo, creare un
Talete on the sea e riconvertire i posti auto in posti
barca.
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