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Ho sognato
un’indimenticabile serata nello sfolgorio delle luci del Teatro
Comunale, con un magnifico concerto. In verità, quando mi sono
svegliato ero veramente felice di aver vissuto insieme a tanti
illustri turisti, in questa splendida città, le giornate del G8.
Ma a riportarmi alla realtà c’è voluto poco. Prendendo dal
comodino il medesimo giornale di prima, sfogliandolo ho appreso
che la Regione Sicilia starebbe anticipando 4 milioni di euro
per gli interventi necessari ad ospitare l’incontro dei
ministri dell’Ambiente, tardando i fondi del FAS (Fondo per le
Aree Sottoutilizzate). A prescindere dalla considerazione che
utilizzare i fondi FAS per l’ospitalità dei partecipanti al G8
mi sembra un cattivo uso dei finanziamenti europei, ho ricordato
che per ammirare il Teatro Greco occorre “cercare” la
biglietteria; che l’Ara di Ierone non è visitabile ed è visibile
solo da lontano; che l’odeon di via Elorina e l’area
delle “due colonne” versano in stato di abbandono; ricordando
altresì la mia ultima visita al dipinto del Caravaggio,
lasciato nel suo isolamento tra i rumori dei lavori di
restauro nella chiesa di S. Lucia alla Borgata. Inoltre ho
considerato che la Galleria Bellomo ed il Museo Archeologico
sono chiusi per lavori la cui ultimazione è nota solo a qualche
indovino! Senza dimenticare la carenza dei servizi pubblici di
trasporto urbano, l’assenza di indicazioni sui percorsi dei bus
e la mancanza di adeguate pensiline di attesa; né va trascurata
la carenza di indicazioni turistiche e di luoghi deputati a dare
informazioni ai turisti, nonché lo stato disastroso della rete
urbana e il traffico caotico nella normalità quotidiana. Contro
la tristezza e la malinconia di una simile realtà, non mi sono
state di conforto le dichiarazioni della prestigiosa ministra
Prestigiacomo: “Dobbiamo infiocchettare la città, ma senza
sprechi. E cogliere l’opportunità del G8 in maniera seria,
costruttiva, non legata solo al miglioramento di strade e
piazze, ma al cambiamento radicale della mentalità ecologica.
Deve partire da Siracusa un messaggio nuovo di rilancio delle
politiche ambientali, moderne ed innovative (sic!) Il G8
a Siracusa potrà, e dovrà, lasciare il segno per i prossimi
venti anni e non solo in città” (sic!)”. E mentre
prosegue la corsa contro il tempo dei lavori (cominciati con
incredibile ritardo) di “abbellimento” in vista del G8 o G18
che dir si voglia, un altro esempio della mancanza di un minimo
di programmazione e di una visione chiara sul futuro di Siracusa
è rappresentato dal presunto dibattito sul destino dell’ ex
carcere borbonico. Per taluni la costruzione potrebbe divenire
un grand hotel o trasformarsi in casa dello studente.
Evidentemente non sembra che possa esserci incompatibilità tra
le due soluzioni: è sempre un luogo dove si dorme! Nonostante
l’ex carcere sia stato dismesso da molti lustri, Provincia
(proprietaria dell’ immobile), Comune e Sovrintendenza si
divertono a giocare, a volte separatamente e qualche volta
insieme, al gioco delle tre carte di napoletana e borbonica
origine! Così è se vi pare e ad maiora (o ad malora?).
Salvatore Pelliccia
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