Rete idrica: non si
capisce un tubo
Caro
direttore, lo sa per quanto tempo non mi sono lavato? La
prego, non mi dia dell’ “incrasciato”, perché vorrei
vedere lei senz’acqua a casa per settimane, come lo sono
stato io che abito nella zona alta di Siracusa. Mentre il
servizio idrico andava a singhiozzo, la Sai 8 ci ha inondato
di comunicati per informarci del problema dell’erogazione
provocato dai continui black out alla centrale di San Nicola
che, per intenderci, è situata al Boschetto vicino al
Circuito. La colpa l’hanno data all’Enel che in quella zona
ha una cabina, e alla condotta ritenuta troppa vecchia.
Spiego meglio perché magari lei non capisce: gli sbalzi di
tensione elettrica incidono sulla pressione dell’acqua, e
così, quando riparte, la massa idrica imprime il cosiddetto
colpo di ariete su un unico punto della condotta, che di suo
è già sminchiata. La Sai 8 ha comunicato di avere
previsto un piano per la costruzione di una nuova condotta
di circa 2 chilometri e 700 metri, ma l’Arra - l’Agenzia
Regionale Rifiuti ed Acque - avrebbe bloccato i fondi. A
dirlo è stato il presidente della Sai 8, Riccardo Lo Monaco,
che ricopre una carica politica ed è stato messo lì come
organo di tutela per i cittadini. Il quale se l’è presa con
l’ Enel per la cabina vicino a San Nicola, per poi
accorgersi qualche giorno dopo che forse quella centralina
non c’entra nulla. Morale della favola: ben prima della
cessione della gestione del servizio idrico dalla Sogeas
alla Sai (che poi è quasi la stessa cosa) non era un mistero
che la condotta fosse ridotta a pezzi. Tempo fa incontrai
una squadra di operai che stava eseguendo una manutenzione
ed uno di loro ammise: “Se i tubba su pessi, nun c’è
nenti cchi fari”. Tra l’altro, pare che questi tubi
abbiamo una ventina di anni, e furono acquistati
dall’impresa di famiglia della futura ministra Prestigiacomo,
che certo adesso potrebbe fornirne di nuovi. Come al solito
ci si è accorti del problema quando ormai la frittata era
fatta lasciando un gran numero di cittadini senza acqua dai
rubinetti, con tutti i disagi che ne sono conseguiti sia
nelle abitazioni private che nei locali pubblici, bar e
altri, che hanno subito non pochi danni economici. Questi
disservizi chi li pagherà? Lo Monaco ha messo subito le mani
avanti affermando che non ci saranno rimborsi o sconti sulla
bolletta. Insomma, la società di gestione del servizio
idrico se l’è cavata con “scusate, ma non è stata colpa
nostra”. A questo punto, caro direttore, mi chiedo quanto
costerà la nuova condotta e se, come spesso capita, per
supportarne i costi saranno aumentate le tariffe a carico
degli utenti. Diversi commercianti, in particolare quelli
che fanno parte del Cenaco (Centro commerciale naturale)
della zona viale Zecchino-via Tisia, avevano minacciato
denunce in tribunale. Non so come sia andata a finire, ma
speriamo che la magistratura si decida a vederci più chiaro
in questa vicenda. Mi piacerebbe guardare l’elenco del
personale impiegato nella Sai 8: chissà, forse potrebbe
venirne fuori un caso di Parentopoli. Ma non voglio fare
illazioni e quindi mi fermo e la saluto, suo Marco
Bavaglio.