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Posti di sottogoverno: si mangia di Magro
Sono
un cittadino normale. La mattina alle 6 mi suona la sveglia ed è
come se un treno merci mi passasse sopra con tutto il suo
carico. Altro che colazione alla Mulino Bianco… Io e mia moglie
ci pigliamo il caffè in piedi mentre discutiamo a chi lasciare
u picciriddu: “oggi tocca a tua mamma”, “no, tocca alla
tua che non ha niente da fare”. La giornata trascorre a 300
all’ora e la sera ci ritroviamo come due pugili suonati. E così
via, giorno dopo giorno. Insomma, non sono un addetto ai lavori,
non ho il tempo di pensare a come potrebbe essere una seratina
con un trans o tirare una pista di coca. Io e mia moglie
facciamo parte di chi non capisce bene a cosa serve un posto di
sottogoverno. A proposito: sarà per uniformarsi al nome della
materia, ma la questione del sottogoverno a Siracusa mi sembra
lasciata in mano a sottosviluppati… Sono mesi che sento dire
alla televisione che “Oggi è saltata la riunione del
centrodestra”... “Domani non si fa perché serve tempo ai
partiti”... “Lunedì fumata nera perché all’interno della
coalizione sono saltati gli equilibri”… Ma che minchia vuole
dire tutta questa manfrina? Mi è capitato di leggere che il
deputato regionale ex An, Enzo Vinciullo non è andato all’ultima
riunione perché il senatore Alicata, del suo stesso partito, non
lo aveva avvisato almeno il giorno prima. Il leader dell’Udc,
Pippo Gianni si è incazzato perché quelli del Pdl avevano
fissato la riunione (che doveva essere risolutiva) nello stesso
momento in cui il medico di Priolo era impegnato in un convegno
da lui organizzato. Un altro giorno tutto è saltato perché quel
galantuomo immacolato di Pippo Gennuso non aveva ancora risolto
“a modo suo” una questione col sindaco di Rosolini (e non vorrei
essere al posto di quel primo cittadino). Risultato: tutti i
giornalisti scrivono che a causa di questi continui rinvii, sono
mesi che la città e la provincia sono impantanati. Giornalisti…
scusate, forse ho usato una parola troppo forte. Direi
porta-microfono. E sì, perché in un Paese normale penso che la
classe giornalistica avrebbe già mandato a fare in culo
affaristi e giocolieri di poltrone come quelli che ci stiamo
meritando. Comunque, di tutta questa storia ho capito che a
giocare troppo con la minchia del pupo, prima o poi qualcuno ci
resta fottuto ed ho paura che come al solito quel qualcuno
saremo noi cittadini. Passano le settimane, i mesi e gli anni e
poco o nulla è cambiato. Hanno asfaltato viale Ermocrate per
fare bella figura al G8 sull’ambiente e, quando piovono due
gocce, si allaga peggio di prima. Siamo la città più inquinata
d’Italia per le polveri sottili, causate soprattutto della
viabilità intasata, e sono dieci anni che i vari sindaci di
Forza Italia ci infinocchiano con la storia che bisogna ultimare
il Put (Piano urbano del traffico), manco fossimo a Città del
Messico. Siamo patrimonio Unesco e an-cora a dettare legge sono
i palazzinari che, se non gli fai fare il centro commerciale, s’incazzano
e ti chiedono milionate di euro di danno. Ah! Qualcosa è
cambiato: prima quando andavi a mare, avevi l’imbarazzo della
scelta; adesso per trovare un centimetro di bagnasciuga devi
fare il salto ad ostacoli tra villaggi turistici, lidi e
solarium. E mentre la nave cola a picco che fanno i capitani
della maggioranza che ci governa? Discutono fino allo sfinimento
per decidere quale culo deve scaldare la poltrona di questo o di
quell’altro ente pubblico. Fossero chiappe nuove almeno… Tra gli
altri si è fatto il nome del professore Turi Magro da Avola, per
molti anni indimenticabile presidente del Consorzio per
l’Autostrada Siracusa-Gela. S’era detto che doveva andare a fare
il presidente dell’Area Marina Protetta. L’uomo giusto al posto
giusto pì mannalla o funnu. Ma pare che, invece Turi
Magro andrà a ricoprire la carica di presidente del consorzio
universitario Archimede. Tra il Pitagorico che non ha mai
portato bene e le qualità dell’innefabile Magro, non resta che
avvisare gli studenti siracusani: “Ragazzi, fate le valige. Si
torna a Catania”.
Ivano Saltafossati
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