PETROLCHIMICO: NON C'E' NIENTE DA RIDERE.....

 

Questa strip di Antonio Mangiafico è stata disegnata nel lontano 1979. 30 anni dopo conserva, in modo inquietante, elementi di attualità

 

Giovane precario lavoratore di una ditta di manutenzione dell’indotto industriale di Siracusa, durante una fermata decide di fermare con il proprio corpo una fuoriuscita di acido da un tubo. L’acido era troppo forte e gli regala un bad-trip verso il cimitero. Non vi immaginate di che colore erano i fiori al suo funerale; la famiglia ha chiesto per il funerale non figli dei fiori ma figli d’operai [di] benestanti.

Due operai di uno stabilimento petrolifero giocano a jumping da un ponteggio e, mentre volano a testa in giù, il capocantiere gli mostra dal basso le cinture di sicurezza imballate nel nylon e ben conservate nel cofano di un furgone, mimetizzate da cinture di sicurezza dello stesso mezzo. I parenti e i colleghi dichiarano che, in realtà, quel giorno non sono andati al lavoro per fare un giro in parapendio sulla zona industriale. Una gita organizzata così in fretta e furia che sono andati con i vestiti da lavoro, e si pensa che l’incidente sia stato causato dal peso delle scarpe di sicurezza (almeno quelle le avevano) che avrebbe sbilanciato il parapendio. Aperta un inchiesta nei confronti dei due operai visto il divieto di volo sul petrolchimico se non sei un bombardiere NATO

Dipendente di un’azienda del petrolchimico, non fumatore, muore di cancro ai polmoni a 55 anni. L’azienda dichiara che il suo ufficio era troppo vicino al posto fumo; i colleghi si ribellano e dichiarano che lui a 16 anni una sigaretta se l’era fumata; i parenti della vittima furiosi si ribellano e ricorrono in appello dichiarando: troppo tardi la legge sul fumo nei luoghi pubblici. L’azienda dimostra le responsabilità del dipendente che non ha bevuto tutti i giorni il litro di latte intero, bevendolo ogni tanto parzialmente scremato.

Il figlio del dipendente, integrato nello stesso impianto, vista l’esperienza e la storia dalla quale viene ha promesso che non farà sconti all’azienda e non digerirà con facilità quanto accaduto al padre. Pertanto berrà tutti i giorni latte ad alta digeribilità.

Donna di Augusta muore di cirrosi epatica senza aver mai toccato un goccio d’alcol in vita sua. Sul letto di morte chiede che il suo fegato venga asportato e

donato a qualche dirigente di una nota raffineria. Ma visto che i 15 dirigenti disponibili sono tutti dotati di gran fegato (altrimenti dove avrebbero avuto il coraggio di sversare per tanti anni mercurio nel mare) la donna si accontenta di donarlo all’università, facendolo naturalmente conservare sotto spirito per far passare almeno a lui qualche soddisfazione.

Un uomo di Priolo affetto da cancro al colon viene, per errore, operato di emorroidi, poi di appendicite, di ernia del disco e in mp3. Solo dopo una trentina di interventi si accorgono della reale malattia grazie agli esami dell’autopsia. Naturalmente, come tanti meridionali, non muore per fortuna in ospedale ma in un ambulanza mentre lo trasportano in gita per la Sicilia in cerca di un posto letto. Il corpo è in attesa che si liberi un posto nel cimitero della sua città.

Clorosoda

 

 

 

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