PESSIMA QUALITA' DELL'ARIA E MOBILITA' VEICOLARE INSOSTENIBILE

 

Che nesso esiste fra una città che ospiterà il G8 sull’ambiente e che, allo stesso tempo, registra la peggiore qualità dell’aria in Italia, con il più alto numero di giorni l’anno di superamento dei valori limite di pm10 ossia di polveri sottili? Viste le condizioni dell’ambiente sul nostro pianeta si potrebbe dire che mai scelta sia stata così azzeccata. I dati sulla qualità dell’aria delle 50 città italiane con più di 100 mila abitanti sono contenuti nel Rapporto sulla mobilità sostenibile in Italia, pubblicato da Euromobility e dal Kyotoclub nel dicembre scorso. Secondo quel rapporto a Siracusa i limiti di pm10, durante il 2008, sono stati superati per oltre 270 giorni, quando la soglia massima stabilita dovrebbe essere di 35 giornate. Il pm10 è materiale presente nell’aria, costituito da una miscela di particelle solide e liquide che possono rimanere sospese anche per lunghi periodi. Le cause principali delle alte concentrazioni di polveri in città sono dovute in gran parte alla crescente intensità di traffico veicolare. Si consideri che Siracusa vanta uno dei più alti indici di motorizzazione in Italia: i 63 veicoli per 100 abitanti vanno confrontati con i 61 della media nazionale e i 46 della media europea. All’alta concentrazione di polveri sottili vanno aggiunte le emissioni nell’aria delle attività insediate nella zona industriale da Priolo ad Augusta. Recenti studi epidemiologici (ad esempio il progetto MISA, un’analisi degli studi italiani sugli effetti acuti dell’inquinamento atmosferico rilevati in otto città italiane nel periodo 1990-1999, e studi americani sugli effetti a lungo termine) hanno confermato l’esistenza di una correlazione tra presenza di polveri fini e patologie dell’apparato respiratorio e cardiovascolare. I dati pubblicati nel Rapporto sulla mobilità sostenibile in Italia mettono poi il dito in altre piaghe della provincia aretusea. Siracusa, ad esempio, non ha ancora approvato il Piano Urbano del Traffico e nemmeno il Piano Urbano della Mobilità, primato negativo che condivide con altri due capoluoghi della Sicilia, Palermo e Catania, con Sassari e Monza. E nell’offerta del trasporto pubblico (rapporto fra km percorsi dai mezzi e popolazione) Siracusa si colloca all’ultimo posto in graduatoria insieme a Catania. Non solo l’offerta ma anche la qualità e i tempi del trasporto pubblico sono insoddisfacenti per la quasi totale assenza di corsie preferenziali che si riducono attualmente ai 500 metri di Corso Umberto e via Malta, tratti in cui il divieto di transito per le automobili viene il più delle volte ignorato. Per non parlare delle piste ciclabili di cui non si vede nemmeno l’ombra, e non la si vedrà a lungo visto il continuo rimpallo di idee che riguardano, solo per fare un altro esempio, la destinazione del vecchio tratto della ferrovia da Santa Panagia alla Stazione centrale. Siracusa è totalmente esclusa da qualsiasi innovazione sul piano della mobilità cittadina: nessuna esperienza finora di car sharing e bike sharing (auto e bici collettive), di car pooling (auto condivisa), nessuna iniziativa di taxi collettivo e di trasporti flessibili. Una mobilità davvero insostenibile.

Luciana Bedogni

 

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