Miccichiani di Sicilia

Gli enti locali siciliani adesso possono dormire sonni tranquilli grazie all’elezione di Roberto Visentin a presidente regionale dell’Anci ossia l’Associazione nazionale dei comuni italiani. In ogni municipio di città e paesini, dai capoluoghi alle località più sperdute della Trinacria, arci-pelaghi compresi, il nome di Visentin gira di bocca in bocca. E le sue gesta di sindaco di Siracusa stanno facendo storia offrendo un formidabile punto di riferimento a tutti i colleghi della Sicilia, i quali non chiedono altro se non di emularlo. Se lo ficchino bene in testa i tanti detrattori nostrani di Visentin che, certo mossi dall’invidia, affermano che il suo operato quale sindaco di Siracusa sia a dir poco disastroso. In virtù del nuovo prestigioso incarico attribuitogli, la città aretusea si conferma vero e proprio faro di luce dell’Anci-Sicilia, che già aveva avuto come presidente Gianbattista Bufardeci detto Titti (Canario per noi dell’Isola dei Cani), predecessore di Visentin, detto Rintintin, anche alla guida del comune siracusano, e oggi autorevole assessore dell’autorevole governo regionale autorevolmente presieduto dall’autorevole governatore Raffaele Lombardo Del Sud y Di Catania y Ddo Liotru. Titti avrà sicuramente elencato per filo e per segno, anche mediante l’uso di geroglifici, i meriti precipui dell’amico e collega di partito Roberto a coloro che, per ingiustificata ignoranza, ne sco-noscevano l’esistenza al di là dei ponti di Ortigia. Va inoltre aggiunto che, implicitamente, Bufardeci e Visentin sono due miccichiani di ferro. “Miccichiani” non da “miccica” o per essere più precisi “mizzica”, famosa espressione siciliana di sbalordimento altresì equiparabile a “minchia”. Bensì “miccichiani” da Micciché Gianfranco, vice ministro berluscones di origine garantita. Ed è stata giusto la fazione sempre più forte e agguerrita del Pdl siciliano che fa capo a Micciché, a imporre (con i voti anche dell’Mpa di Lombardo) Visentin a presidente dell’Anci. Causando n’anci-na (infiammazione alla laringe) alla componente che fa capo all’ineffabile duo Schifani-Alfano, che invece sosteneva per la guida dell’Anci il sindaco di Palermo Diego Cammarata, altresì appoggiato dall’Udc del sempre presente Totò Vasa Vasa Cuffaro. Insomma, continua e si fa più aspro lo scontro già esploso in maniera virulenta mesi addietro nell’ambito della crisi alla Regione del primo governo Lombardo. Scontro oggi sfociato nella costituzione del PDL-Sicilia da parte dell’ambizioso Miccichè, col sostegno dei suoi sodali di provenienza Forza Italia e degli esponenti ex AN vicini a Gianfranco Fini. Come sempre a sciarra è pa cutra. P.S. Dall’ottocentesco vocabolario siciliano-italiano di Antonino Traina – “Cutra”: roba che copre il letto: coperta, coltre. “La sciarra è pi la cutra”: questo proverbio nacque da un diritto abusivo degli antichi curati, i quali per apprestar una coltre al cadavere da trasportarsi imponevano una tassa che era causa di litigi.     

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