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PROFONDO NORD
Lega padrona - Il Dio Eridano e il Po della Gnocca
Il
lungo sodalizio fra Bossi e Berlusconi ha avuto solo una se pur
significativa rottura, con l’uscita della Lega dal primo governo
guidato dal Cavaliere e sua conseguente caduta nel 1994.
Seguirono un paio di anni di fuoco e di insulti sanguinosi. Per
i leghisti Berlusconi divenne Berluscaz, arrivando persino a
definirlo mafioso in un manifesto. Poi scoppiò di nuovo la pace
e si saldò un’intesa totale che arriva ai giorni nostri. Bossi è
un alleato così fedele, al punto da affermare nel corso
dell’ultima kermesse leghista che “la faccenda delle escort è
una manovra della mafia contro Berlusconi”. Notevole! Neppure il
medesimo miliardario presidente del consiglio – che di balle
stratosferiche se ne intende – sarebbe riuscito a inventarsi una
spiegazione migliore. E invece Bossi, nelle sue funzioni di
sacerdote del dio Eridano, ha trovato la divinazione giusta
scrutando, a mo di sfera magica, la sacrale ampolla con l’acqua
del Po. Il trip è stato potente e dentro l’ampolla deve aver
visto di tutto: se stesso che, come ai vecchi tempi, urla “La
Lega ce l’ha duro”; la mafia che manovra le escort contro
Berlusconi; Dell’Utri che manovra la mafia contro le escort;
Berlusconi travestito da dio Eridano circondato da ninfette,
veline e attricette; Patrizia D’Addario che registra tutto
compreso il rumore dello sciacquone del cesso nella toilette di
Palazzo Grazioli; Apicella che suona “A mezzanotte va la ronda
del piacere”; le ronde padane che fanno irruzione guidate dal
ministro Maroni e arrestano Apicella scambiandolo per un
extracomuni-tario clandestino”. A questo punto il prossimo
raduno della Lega si potrebbe opportunamente organizzare in
località “Po di Gnocca”, che è il nome di uno dei rami del delta
del Po, situato all’estremo lembo della pianura Padana, nelle
vicinanze delle Valli di Comacchio. Tra i possibili temi di
dibattito: “Un Po di Gnocca anche per la Lega”; “Oltre il Viagra:
l’apporto della ricerca farmacologica nei presidenti del
consiglio ultra settantenni”; “Fica o figa? Parole dialettali e
neologismi in uso nella lingua padana”; “Trans e buoi dei paesi
tuoi” con proiezione del video del caso Marrazzo (sottotiloli in
Lumbard). L’anniversario dei 150 anni dell’Unità d’Italia
coincide con la presenza tutt’altro che secondaria della Lega
Nord nel Governo. Un partito
dichiaratamente anti unitario, cresciuto minacciando secessioni,
fomentando egoismi regionalistici e idee xenofobe, guidato
ininterrottamente da 25 anni dal suo fondatore padre-padrone
Umberto Bossi: ministro della repubblica che nel suo curriculum
vanta una condanna per vilipendio alla bandiera, per avere
affermato “il tricolore lo uso per pulirmi il culo” durante un
comizio nel 1997. “Abbiamo un sogno nel cuore/ bruciamo il
tricolore….bruciamo il tricolore” – canticchiavano tempo
addietro le camicie verdi leghiste, pronte a marciare su “Roma
ladrona”, mentre il loro capo avvertiva che nella Padania si
sta-vano lucidando i fucili e le pallottole erano pronte a
fischiare. I toni si sono un po’ stemperati, ma solo un poco
perché ogni tanto Bossi ritorna alle sue metafore bellicistiche
per alzare il prezzo. Del resto, senza di lui Berlusconi non
avrebbe i numeri per governare. La tattica funziona. La Lega è
ormai entrata pesantemente nelle stanze del potere e ottiene
tutto quello che chiede e propone: ministeri chiave, leggi,
prossime presidenze di Regione. E non trascura i possibili
scenari futuri nel centrodestra, come dimostra il continuo
sostegno dato al ministro dell’economia Giulio Tremonti. Nel
frattempo il Senatùr-Ministrùn cura le vecchie radici chiamando
annualmente a raccolta la sua gente sotto le insegne del
guerriero di Pontida. Alle sorgenti del Monviso il leader maximo
in camicia verde continua a elevare la sacra ampolla consacrata,
secondo un presunto rito magico di origini celtiche, al dio
Eridano che è l’antico nome del Po di derivazione latina (Eridanus).
E in onore del fiume, Bossi ha chiamato Eridano il suo quarto e
incolpevole figlio.
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