
Siracusa.
Con l’arrivo della stagione balneare aumentano le attrazioni
turistiche grazie all’impegno dell’amministrazione comunale che
nulla lascia al caso e che, in termini di offerta, è
costantemente impegnata a fornire il massimo. Dopo 12 anni di
continuità amministrativa un nuovo percorso di alta valenza
culturale e paesaggistica è stato approntato dagli assessorati
ai Lavori Pubblici e all’Ambiente. Trattasi de “Il Sentiero
delle Fogne”, compreso da contrada Targia a Punta Castelluccio (Plemmirio).
Il sentiero è costiero, si estende per circa 15 chilometri. La
prima metà si può percorrere a piedi, l’altra con un mezzo.
Essendo un percorso costiero, non esistono dislivelli di
rilievo. Il tratto a piedi è molto facile, particolarmente
proponibile anche a chi non è abituato a scarpinare. Unico
fattore limitante è la resistenza del turista al lezzo
nauseabondo che gli scarichi fognari richiedono.Cominciando da
Targia, si imbocchi la pista pedociclabile e, dopo un
chilometro, ci si affacci lato mare per ammirare una cascata di
fogna con pontile Isab alle spalle e numerose petroliere
attorno. Il paesaggio è dei più originali; non esiste altra
parte d’Europa con le stesse caratteristiche: fogna, petroliere,
pontile e tante, tante raffinerie. Questa probabile location
cinematografica è alimentata da 300 mc l’ora di liquami non
depurati che lasciano letteralmente “senza fiato” i turisti che
la osservano. Per aver iniziato i lavori di deviazione dello
scarico verso il depuratore, il Comune ci tiene a precisare che
questo importante punto di osservazione perderà tra qualche mese
la sua attrazione maggiore, la cascata fognaria. Pertanto stanno
valutando l’opportunità di ritardare la consegna dei lavori.
Riprendendo il cammino, ci si fermi dopo 3 km all’altezza della
Chiesa di S. Corrado Confalonieri (Mazzarona) e si osservi bene
la bocca di una condotta da cui, nei frequenti casi di
disservizio della rete fognaria, escono liquami. Questi ultimi,
prima di cadere in mare, attraversano i terreni intorno alla
pista pedociclabile, formando un fiume e un pantano che attira
molte specie animali e vegetali. Sotto il profilo della
biodiversità, è una esplosione. Ed è per questo che il Comune ha
così concepito lo scarico! Si prosegua a piedi fino alla fine
della pista bianca, poi si prenda un mezzo e si continui verso
sud sino al Porto Grande. Questo straordinario porto naturale è
connesso al mare aperto da una piccola bocca larga un
chilometro. Da qualsiasi punto si raggiunga, il porto mostra una
qualità delle acque paragonabile a quelle del Mar Adriatico
negli anni Ottanta: acque torbide, poche piante marine e molte
alghe. Questa situazione eccezionale è determinata dai 1000 mc
di reflui depurati in contrada Canalicchio i quali, ancor ricchi
di carica batterica, vengono sversati nelle acque del porto
attraverso il canale Grimaldi, causando evidenti fenomeni di
eutrofizzazione che vengono ulteriormente amplificati dal
continuo uso di ancore che arano i fondali ed estirpano le
praterie di posidonia. Attraverso l’ex condotta dell’acquedotto
Ciane potrebbero essere addotti al depuratore IAS di Priolo che,
con il già esistente tubo di 1600 m, li scaricherebbe in mare
aperto, ma i nostri amministratori hanno scelto di mantenere
inalterata la situazione per non sottrarre ai turisti questa
ennesima emozione. L’ultimo punto di osservazione del sentiero
delle fogne è alla Penisola della Maddalena, nella baia compresa
tra Punta Castelluccio e Punta della Mola, meglio conosciuta dai
siracusani come “A Batteria”. Qui, ove le costruzioni si sono
spinte fino alla fragile falesia, il turista ha l’opportunità di
vedere vaste praterie di lattuga di mare (Ulva rigida), un’alga
verde che prolifica in acque ricche di nutrienti azotati, quindi
indicatrice di un mare inquinato per presenza di scarichi
fognari. Di fronte a tanto patrimonio e allo sforzo profuso per
valorizzarlo, l’amministrazione comunale è convinta che
raccoglierà molti consensi e che l’esclamazione più pronunciata
dai turisti sarà “Pittoresco, molto pittoresco”!
Fabio
Morreale
Presidente Natura Sicula
|