
La ministra Stefania Prestigiacomo, Olivia per noi dell’Isola
dei Cani, l’aveva promesso: “Il prossimo G8 Ambiente si
svolgerà nella mia Siracusa” (parlando di questa città, lei usa
frequentemente l’aggettivo o il pronome possessivo di prima
persona singolare).
E infatti nella
sua Siracusa dal 22 al 24 aprile si riuniranno i
ministri dell’ambiente degli 8 paesi più industrializzati del
mondo - Italia, Francia, Germania, Gran Bretagna, Stati Uniti,
Canada, Giappone, Russia - per un G8 allargato ad altre 10
nazioni - Danimarca, Cina, India, Australia, Brasile, Corea del
Sud, Egitto, Indonesia, Messico, Sudafrica. Totale G18.
Per
l’occasione arriveranno diverse centinaia di persone fra
delegazioni ufficiali, giornalisti, invitati vari e quindi, alé,
sono partiti i lavori per imbellettare la città, innanzitutto i
rifacimenti di alcune arterie stradali strategiche e della
malridotta pavimentazione dell’isola di Ortigia. Una
miriade di cantieri aperti che stanno suscitando il malcontento
dei commercianti delle zone interessate e incasinando a più
non posso la già complicata mobilità cittadina. Bisogna avere
pazienza, ripetono gli amministratori comunali pronti a giurare
che lo storico Evento porterà con sé benefici a tinchité.
Frattanto,
per riparare il lungomare e altre strade del centro storico le
ditte incaricate stanno ricoprendo basole e mattonelle con
l’asfalto, praticamente rattoppando alla meno peggio poiché il
tempo a disposizione è limitato. Come è risaputo la gatta
frettolosa fa i gattini ciechi, ma ogni ulteriore
considerazione la rimandiamo in attesa di vedere quanto di
duraturo rimarrà di queste opere pubbliche. Nella militarizzata
Ortigia, i rappresentanti dei Paesi partecipanti dibatteranno
all’interno del federiciano Castello Maniace dei cambiamenti
climatici, della diminuzione della biodiversità e degli altri
problemi ambientali che assillano il pianeta. Durante il tempo
libero gli autorevoli ospiti potranno apprezzare le vestigia e
le bellezze della nostra città - ops, della città della
ministra Prestigiacomo - che, da par suo, farà gli onori di
casa. Peccato non sia riuscita a dare seguito alla sua proposta
di abbattere l’ecomostro del parcheggio Talete, certo difficile
da occultare. Così com’è impossibile nascondere le raffinerie
dell’area industriale.
Però,
pensandoci bene, per dei ministri che si occupano di tematiche
ambientali il petrolchimico potrebbe rappresentare un
interessante motivo di visita. L’esempio emblematico di una
distorta idea di progresso che ha consentito, in un piccolo
territorio, la spropositata presenza di stabilimenti chimici; i
quali hanno pesantemente inquinato l’aria, il mare e il suolo,
causato gravi malattie e mortalità fra i lavoratori delle
industrie e gli abitanti dei comuni vicini, ridotto la
biodiversità facendo sparire piante e specie animali,
danneggiato la pesca e le attività agricole, alterato il
paesaggio, invaso siti archeologici, messo costantemente a
repentaglio la sicurezza di intere comunità, in una zona che
purtroppo assomma anche un elevato rischio sismico. Un grande
fardello che da decenni grava su Siracusa e sulle altre città
del comprensorio industriale, mentre i programmi di risanamento
sono finora rimasti sulla carta. La siracusana ministra
dell’ambiente abbia il coraggio di dire con nettezza queste
semplici verità e non si limiti a mostrare il parco
archeologico, il barocco di piazza Duomo e gli altri gioielli
di famiglia.
Carmelo Maiorca
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