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Imputato di bancarotta fraudolenta con altre
persone per il fallimento del Gruppo Sarplast Spa avvenuto nel
1997, Giuseppe Prestigiacomo, genitore dell’attuale ministro
dell’ambiente, è alle prese con un altro processo in corso ad
Augusta presso la sezione staccata del tribunale di Siracusa.
In questo caso l’accusa riguarda reati di natura ambientale
addebitati a Prestigiacomo in qualità di amministratore unico
della Ved srl (Vetroresina Engineering Development) fino al 18
maggio 2002, e al commercialista Dino Faranda, amministratore
della stessa società fino a settembre del 2003.
Reati che sarebbero stati commessi nello stabilimento della Ved
di contrada Bondifé, situata nel territorio del comune di
Melilli. Secondo il pubblico ministero l’azienda avrebbe
raccolto e smaltito in modo illegale varie tipologie di rifiuti
fra cui quelli della
produzione, della fornitura ed uso di plastiche, gomme
sintetiche, fibre artificiali, apparecchiature non più
utilizzabili, ferro,
acciaio. Il tutto depositato in modo incontrollato sull’area
esterna dello stabilimento, e in quella interna lungo un’area
denominata
vallone della neve, dove andavano a sfociare anche le acque
reflue industriali derivanti dal lavaggio dei reparti.
Per buona parte delle imputazioni contestate, nel frattempo è
scattata la prescrizione, ma non per il reato di danneggiamento
riguardante il vallone della neve: zona destinata alla pubblica
utilità, in cui i rifiuti della Ved avrebbero provocato il
superamento
dei parametri previsti dalla legge relativamente ad alcune
sostanze quali antimonio, stagno, oli minerali e zinco.
Il superamento dei suddetti parametri è stato confermato in aula
dal perito a suo tempo nominato dal tribunale. Sono stati
inoltre
ascoltati come testimoni alcuni ex lavoratori della Ved che
hanno confermato i metodi di smaltimento utilizzati nel periodo
in
questione dall’azienda della famiglia Prestigiacomo.
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