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A Floridia, nei
locali dell’accogliente Centro artistico culturale “Giuseppe
Ierna”, si è svolta una personale di arte figurativa di Antonio
Mangiafico, bandiera dell’Isola dei Cani sin dalla copertina
del primo numero uscito nel 1985. La mostra, intitolata
“Res-urrezioni”, ha offerto ai visitatori un compendio
dell’estro creativo di Antonio che, dagli anni Settanta, si
esprime attraverso la pittura, i fumetti, le illustrazioni.
Oltre che con strisce e vignette satiriche che in questa sua
ultima esposizione ha deciso di non presentare, quanto meno per
ragioni di spazio. Lo stile “antagonista” è stato comunque
garantito innanzitutto dai propri fumetti selezionati per
questa occasione, i cui contenuti, per dirla con le sue parole,
“possono essere considerati come una tipica espressione di
quella cultura che, dal 1963 circa fino ai primi anni dell’80,
cercava di rimettere in discussione ciò che a quei tempi veniva
definito Sistema, ovvero una cultura, una politica, un
costume ed una morale percepiti spesso in maniera oppressiva e
considerati, dunque, come qualcosa da riformare in profondità”.
Nella pittura di Mangiafico – ma queste poche righe non
vogliono assolutamente essere una recensione critica –
s’intrecciano elementi di un immaginario collettivo e personale
frutto di buone letture, influenze cinematografiche e solida
conoscenza della storia dell’arte, di quella del Novecento in
particolare, con un occhio di riguardo – ci sembra - al
Surrealismo e alla Pop Art con omaggi e citazioni dichiarate. E
poi il rapporto col Mito, esplicitato in modo originale nei suoi
ultimi approdi pittorici che, tiene a sottolineare, “traggono
ispirazione dalla goduria laica per lo stravolgimento biblico
del riscatto della donna, incentrato sulla figura di Lilith, la
prima vera Eva (l’antica Lilitu babilonese e poi Ecate o Cibele
pagana, censurata e rimossa dalle scritture cristiane, ma
presente nella Torah ebraica) trasformata nel simbolo di tutte
le donne emancipate della storia umana”.
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