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Nativo di Augusta, Alessio Di Modica è un giovane autore,
regista e attore teatrale di talento. Prodotto dalla Casa Comune
Area Teatro, il suo Zio Ciano Dream è uno spettacolo
d’impegno civile che nasce dalla volontà di sottrarre al rischio
dell’oblio il ricordo dei pescatori di Augusta e del loro
mestiere, di cui ormai sono rimasti pochi testimoni. “Con la
loro rabbia - spiega Alessio - nel vedere un mare gravemente
inquinato che hanno dovuto lasciare alle petroliere; un mare un
tem-po ricco di una varietà infinità di pesci, così come
numerosi erano i tipi di pesca che le famiglie tramandavano di
padre in figlio”. Di quel mondo che non esiste più, lo
spettacolo vuole pertanto salvarne la memoria con l’intento
dichiarato di “consegnarla alle nuove generazioni, compresi i
figli dei pescatori diventati operai, impiegati, ingegneri,
tecnici informatici”. E lo fa intrecciando fatti reali, raccolti
in anni di puntigliosa ricerca, a leggende della tradizione
orale del territorio. Zio Ciano Dream racconta di un
paese di pescatori cui fa da sfondo il golfo di Augusta, luoghi
veri e specifici e nel contempo paradigma di altri posti. Ciano
è l’unico figlio maschio di Stachiu i mari, il più abile dei
cunsari, pescatori espertissimi che con le loro barche a
remi si spingevano fino alle coste calabresi. A Ciano hanno
insegnato che chi vede lo scazzubulo, pesce furbissimo e
difficile da catturare, vuol dire che è di-ventato un uomo
adulto. Ma quando può finalmente partire per la pesca dei
merluzzi, come desidera da piccolo, a causa della durezza del
lavoro, del cattivo tempo e degli ondeggiamenti della barca gli
viene il mal di mare suscitando nel padre un grande senso di
vergogna. Per Stachiu i mari suo figlio non è un buon pescatore
e lo costringe a stare a terra a vendere il pesce al mercato.
Attraverso lo sguardo di Ciano la narrazione si sviluppa in una
sorta di rievocazione corale della comunità con le proprie
tradizioni, consuetudini e relazioni lavorative, famigliari,
sociali: le dispute secolari fra la confraternita dei pescatori
e quella dei campagnoli con le rispettive feste, le favole
frammiste a miti religiosi raccontate ai bambini la sera nel
maizzé, le tante diverse stagioni per la pesca dei saraghi,
dei tonnacchi, dei merluzzi, delle lampughe, delle sardine e
delle altre specie, in un rapporto con la natura faticoso ma
rispettoso. Finché l’arrivo invasivo e indiscriminato delle
raffinerie, dei pontili, delle petroliere porterà lo scompiglio
nell’ecosistema, mutando il paesaggio e costringendo i pescatori
ad abbandonare progressivamente le loro attività. Di questa
rappresentazione dalla struttura complessa, avvincente, poetica,
che invita alla riflessione riuscendo anche a divertire, Alessio
Di Modica è l’anima e il motore, passando con disinvoltura e
capacità mimiche da un personaggio all’altro, a volte
interagendo e interloquendo di-rettamente col pubblico. Allievo
di Mimmo Cuticchio, egli utilizza la tecnica del cuntu
siciliano che fa da filo conduttore, accompagnato dai clown del
teatro di figura: in questo caso dei grandi pupazzi - che
rendono visibili alcune evocazioni fantastiche - realizzati con
materiale di riciclo e manovrati con bravura da Corrado Portuesi,
pure lui sul palcoscenico.
Carmelo Maiorca
In programma sabato 16 gennaio 2010 al Teatro Vittorio
Emanuele di Noto con inizio alle 20,45. Per questa occasione lo
spettacolo è organizzato col patrocinio dell’assessorato alla
Cultura della Provincia. L’ingresso è gratuito fino a
esaurimento dei posti disponibili.
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