ZIO CIANO DREAM - Sabato 16 gennaio 2010 a Noto spettacolo di e con Alessio Di Modica

 

Nativo di Augusta, Alessio Di Modica è un giovane autore, regista e attore teatrale di talento. Prodotto dalla Casa Comune Area Teatro, il suo Zio Ciano Dream è uno spettacolo d’impegno civile che nasce dalla volontà di sottrarre al rischio dell’oblio il ricordo dei pescatori di Augusta e del loro mestiere, di cui ormai sono rimasti pochi testimoni. “Con la loro rabbia - spiega Alessio - nel vedere un mare gravemente inquinato che hanno dovuto lasciare alle petroliere; un mare un tem-po ricco di una varietà infinità di pesci, così come numerosi erano i tipi di pesca che le famiglie tramandavano di padre in figlio”. Di quel mondo che non esiste più, lo spettacolo vuole pertanto salvarne la memoria con l’intento dichiarato di “consegnarla alle nuove generazioni, compresi i figli dei pescatori diventati operai, impiegati, ingegneri, tecnici informatici”. E lo fa intrecciando fatti reali, raccolti in anni di puntigliosa ricerca, a leggende della tradizione orale del territorio. Zio Ciano Dream racconta di un paese di pescatori cui fa da sfondo il golfo di Augusta, luoghi veri e specifici e nel contempo paradigma di altri posti. Ciano è l’unico figlio maschio di Stachiu i mari, il più abile dei cunsari, pescatori espertissimi che con le loro barche a remi si spingevano fino alle coste calabresi. A Ciano hanno insegnato che chi vede lo scazzubulo, pesce furbissimo e difficile da catturare, vuol dire che è di-ventato un uomo adulto. Ma quando può finalmente partire per la pesca dei merluzzi, come desidera da piccolo, a causa della durezza del lavoro, del cattivo tempo e degli ondeggiamenti della barca gli viene il mal di mare suscitando nel padre un grande senso di vergogna. Per Stachiu i mari suo figlio non è un buon pescatore e lo costringe a stare a terra a vendere il pesce al mercato. Attraverso lo sguardo di Ciano la narrazione si sviluppa in una sorta di rievocazione corale della comunità con le proprie tradizioni, consuetudini e relazioni lavorative, famigliari, sociali: le dispute secolari fra la confraternita dei pescatori e quella dei campagnoli con le rispettive feste, le favole frammiste a miti religiosi raccontate ai bambini la sera nel maizzé, le tante diverse stagioni per la pesca dei saraghi, dei tonnacchi, dei merluzzi, delle lampughe, delle sardine e delle altre specie, in un rapporto con la natura faticoso ma rispettoso. Finché l’arrivo invasivo e indiscriminato delle raffinerie, dei pontili, delle petroliere porterà lo scompiglio nell’ecosistema, mutando il paesaggio e costringendo i pescatori ad abbandonare progressivamente le loro attività. Di questa rappresentazione dalla struttura complessa, avvincente, poetica, che invita alla riflessione riuscendo anche a divertire, Alessio Di Modica è l’anima e il motore, passando con disinvoltura e capacità mimiche da un personaggio all’altro, a volte interagendo e interloquendo di-rettamente col pubblico. Allievo di Mimmo Cuticchio, egli utilizza la tecnica del cuntu siciliano che fa da filo conduttore, accompagnato dai clown del teatro di figura: in questo caso dei grandi pupazzi - che rendono visibili alcune evocazioni fantastiche - realizzati con materiale di riciclo e manovrati con bravura da Corrado Portuesi, pure lui sul palcoscenico.

Carmelo Maiorca

In programma sabato 16 gennaio 2010 al Teatro Vittorio Emanuele di Noto con inizio alle 20,45. Per questa occasione lo spettacolo è organizzato col patrocinio dell’assessorato alla Cultura della Provincia. L’ingresso è gratuito fino a esaurimento dei posti disponibili.

 

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