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Vincitori e vinti della
guerra per bande alla Regione Sicilia
Per alcune settimane nella fitta agenda di Papi Berlusconi -
arricchita dalle piccanti vicende riguardanti il cosiddetto caso
Noemi, quello del via vai nelle sue festaiole residenze di
escort ed altre signorine in cerca d’autore, e puttanate varie –
ha trovato spazio anche la scoppiettante crisi alla Regione
siciliana. Il senile satiro danzante, come se non bastassero i
suoi guai, ha dovuto infatti affrontare pure la guerra per bande
scatenatasi in Sicilia, connotata da evidenti spaccature
all’interno del proprio partito. Tutti a tirarlo per la giacca:
dal fido Gianfranco Micciché al coordinatore regionale del Pdl
Giuseppe Castiglione; dal ministro Angelino Lodo Alfano alla
trimurti La Russa-Bondi- Verdini che coordina nazionalmente il
partito; agli assessori Bufardeci, Cimino e Gentile che erano
stati sospesi e minacciati di espulsione dal Pdl, per avere
accettato di far parte della nuova giunta regionale presieduta
da Raffaele Lombardo nonostante il veto posto da Castiglione, La
Russa e coordinatori cantando. Alla fine Berlusconi, in un
incontro svoltosi nel civettuolo Palazzo Grazioli di Roma, si è
accordato direttamente con Lombardo che, ricevuto il benestare
dal dux e imperator, è uscito dalla crisi come il principale
vincitore. La nuova giunta regionale basata sull’alleanza tra
Popolo delle libertà e Movimento per l’autonomia, il partito del
governatore Lombardo, è nata con l’esclusione dell’Udc dell’ex
amico Totò Vasa Vasa Cuffaro, sbattuto fuori dalla stanza dei
bottoni del Regno di Sicilia. Così volevano Lombardo e Micciché
spalleggiato con discrezione dal sodale Marcello Dell’Utri; così
ha concordato Berlusconi, il quale ha altresì assicurato che
verranno sbloccati i miliardi di euro destinati alla Sicilia dei
Fas, sigla che sta per Fondo per le aree sottoutilizzate: parola
di sopra/ sotto “utilizzatore finale” di gnocca a pagamento,
secondo la stravagante e innovativa definizione del suo
avvocato-deputato Ghedini. Ad essere sconfitta è stata la linea
ostile a Lombardo e al gruppo che fa capo a Micciché, propugnata
in primo luogo dai coordinatori regionali e nazionali del Pdl.
Di certo non mancheranno nuove scaramucce: alcuni dei
protagonisti di questa vicenda hanno rimediato una bella
figuraccia in uno scontro politico co-stellato di insulti e
offese personali. Per darne l’idea, riportiamo di seguito un
ampio e istruttivo florilegio di dichiarazioni tratte dai
giornali regionali nell’arco di un mese. Eppure, qualche attento
osservatore di cose sicule non esclude che fra i diversi
contendenti possa scoppiare la pace, della serie: “Hanno la
faccia come il culo”.
Blues Brothers
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