Un ente commissariato tira l’altro

 

A Siracusa ci sono tanti commissari ca mancu fussi a polizia! Ma se n’é accorto, direttore carissimo, che in città la politica sta carennu a pezzi? L’altro giorno, come uno scroccone, mi sono recato nella redazione di un quotidiano per leggere gratuitamente i giornali locali (che purtroppo non sono “gratis et amore dei” come il nostro). E mi sono soffermato sulla storia della Sai 8. Non sa cos’é? Minchia, mica però posso spiegarle proprio tutto. Va bene, è la società che di fatto gestisce il servizio idrico in tutta la provincia, ma che ha avuto duemila controversie, tra cui la sentenza sfavorevole di un tribunale amministrativo; precisamente il Cga (Consiglio di giustizia amministrativa) di Palermo, il quale ha accolto il ricorso presentato dal Comune di Melilli sull’illegittimità dell’affidamento del servizio idrico alla suddetta Sai 8. Pare che l’azienda – che mette dentro una società milanese e la Sogeas (Società Gestione Acque Siracusa) - non avesse adeguate coperture economiche. Nel frattempo ci sono state le dimissioni di Nicola Bono da presidente dell’Ato idrico, ossia l’organo politico che riunisce i comuni della provincia. Bono è in guerra coi vertici della Sai 8 che l’hanno accusato di aver tentato maneggi a loro danno, e da qui è nata un’inchiesta giudiziaria. A loro volta i sindaci dei comuni della provincia chiedono la rescissione del contratto con la Sai 8. E cosa fa la Regione Sicilia? Azzera tutto e nomina un commissario, tal Gustavo Cardaci che si mette a litigare con le amministrazioni che non intendono consegnare le reti idriche. Mentre Bono, da presidente della Provincia, contesta l’invio del commissario deciso dal presidente della Regione Raffaele Lombardo. Insomma, caro direttore, un bel bordello. E o sbrogghiala sta facenna! Ma non è che abbiamo finito con i commissari. Perché anche il Consorzio Asi - l’Area di sviluppo industriale che dovrebbe promuovere, attraverso soldi pubblici, lo sviluppo delle piccole e medie imprese del nostro territorio - è stato commissariato dalla Regione Sicilia. Il governatore Lombardo e il suo assessore alle Attività Produttive Marco Venturi, convinti che i consorzi ASI siciliani siano dei carrozzoni che sprecano troppi sold hanno deciso di ridurne il numero. Ma il deposto presidente dell’Asi di Siracusa Giuseppe Assenza (del Pdl, vicino alla ministra Prestigiacomo), prima di essere cacciato ha fatto in tempo a nominarsi presidente dell’Ias: il consorzio (una specie di costola dell’Asi) composto da Comuni ed aziende private, che si occupa del trattamento dei reflui civili ed industriali. Dopo il colpo di mano, ai vertici dell’Ias con Assenza ci sono Enzo Modica, uomo del rusalinaru Pippo Gennuso, deputato del Movimento per l’Autonosua, Salvo Montagno, come picciottu dell’avolese Turi Magro, che ancora continua incredibilmente a destreggiarsi nei meandri del sottogoverno siracusano, e Gino Brunetto, dell’area dei vecchi democristiani del Pd (Nicita-Foti) ca futteru a tutti. Un altro ente commissariato a Siracusa dalla Regione è l’Iacp, l’Istituto autonomo delle case popolari. Lo ricordo soltanto perché mi chiedo cosa farà ora Maurizio Scollo, al quale sono venuti i caddi no culu tanto si era affezionato alla poltrona di vice presidente.

Marco Bavaglio

 

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