Toghe grigie - Il “caso Siracusa” riguardante presunti legami di affari tra pubblici ministeri, parenti di magistrati e avvocati, oggetto di un’interrogazione al Senato.

 

Qualche giorno prima di Natale, esattamente il 21 dicembre, il senatore del Partito Democratico Francesco Ferrante ha presentato un’interrogazione al Ministro della Giustizia chiedendo in pratica che venga avviata urgentemente un’indagine ispettiva nei tribunali di Siracusa e Catania per fare chiarezza su una serie di vicende che, tra l’altro, investono pesantemente la Procura della Repubblica aretusea. Il senatore Ferrante (originario di Palermo, molto attivo sui temi dell’ambiente e della legalità) per questa interrogazione – di cui riportiamo ampi stralci - ha preso spunto da alcuni articoli pubblicati negli ultimi due mesi dal settimanale catanese Magma e dal periodico siracusano La Civetta di Minerva, “da cui emergerebbero legami da chiarire tra esponenti della magistratura siracusana e catanese e avvocati che esercitano la professione nelle stesse città”. Dalle ricostruzioni dei due giornali spicca la figura dell’avvocato Piero Amara, nativo di Augusta, iscritto all’Ordine degli avvocati di Catania, con studio professionale anche a Siracusa, che “nel tempo, ha costruito una rete di piccole società nelle quali egli stesso o la sorella o la moglie sono soci”. Una di queste società, la Gi.da. Srl., “che avrebbe sede presso uno studio legale di Augusta presso il quale pare si appoggi lo stesso avvocato Amara, è una società che opera nel campo dello smaltimento dei rifiuti e che ha come amministratore delegato tale Carlo Lena e come soci Sebastiana Bona, Attilio Luigi Maria Toscano ed Edmondo Rossi. Carlo Lena è presente in altre sei società riconducibili agli Amara, Sebastiana Bona è moglie di Piero Amara, Attilio Luigi Maria Toscano è figlio del dottor Giuseppe Toscano (già procuratore aggiunto alla Procura di Siracusa, oggi aggiunto presso la Direzione distrettuale antimafia-DDA catanese), ed Edmondo Rossi è figlio del dottor Ugo Rossi (Procuratore apo di Siracusa, già aggiunto presso a DDA Catanese per il Siracusano). Attilio Toscano, oltre ad essere socio della Gi.da. Srl, è un avvocato che in molti procedimenti giudiziari affianca l’avvocato Amara, quali ad esempio le vicende di Siracusa che riguardano l’Open Land e la SAI 8”. “La vicenda Open Land viene così riassunta dai summenzionati organi di stampa: l’ingegner Natale Borgione, dirigente dell’ufficio urbanistica del Comune, valendosi dei diversi vincoli archeologici e paesaggistici che gravano sulla zona, si era fermamente opposto al progetto degli imprenditori Frontino che volevano trasformare la ex Fiera del Sud in un grande centro commerciale; a un certo punto, gli imprenditori accusarono il dirigente comunale di averli pressati per far nominare un suo tecnico di fiducia come direttore dei lavori; pertanto Natale Borgione finiva agli arresti domiciliari e il Comune dimissionava l’ingegnere sostituendolo con un altro dirigente, il quale revocava il precedente diniego e  consentiva ai Frontino di riprendere i lavori”. “E’ importante evidenziare che l’accusa verso il funzionario, non avendo fondamento, decadde e i giudici del Riesame non solo ne ordinarono la scarcerazione ma delinearono una ipotesi di corruzione diametralmente opposta a quella configurata dai Frontino. Si sottolinea che le indagini e la conseguente richiesta cautelare (poi annullata) furono condotte dal sostituto procuratore Maurizio Musco e dal procuratore Rossi; tra gli avvocati che hanno curato gli aspetti civili, penali e amministrativi, ci sono l’avvocato Piero Amara e l’avvocato Attilio Luigi Maria Toscano”. Nel numero del 2 dicembre 2011, La Civetta di Minerva titolava uno dei suoi servizi: “Le relazioni pericolose della Procura della Repubblica di Siracusa. Nella galassia di società dell’avvocato Amara i figli di giudici che contano”. In questa complicatissima vicenda dalle tante sfaccettature, uno dei capitoli riguarda la Sai 8, la società che dovrebbe occuparsi della gestione del servizio idrico nella provincia siracusana. Nel rievocarne la controversa storia giudiziaria, il senatore Ferrante nella sua interrogazione ricorda che “anche in questo caso gli avvocati che si occupano della vicenda sono Piero Amara, Giuseppe Calafiore e Attilio Luigi Maria Toscano”. Aggiungendo che “l’ingegner Torrisi, che è il figlio dell’attuale terza moglie del procuratore di Siracusa Ugo Rossi era stato nominato direttore tecnico della Sai 8 poco dopo la nomina del marito della madre a procuratore di Siracusa; inoltre lo stesso ingegner Torrisi è legato da rapporti di fiducia col sostituto procuratore Maurizio Musco in quanto era stato nominato come consulente da Musco in alcuni procedimenti penali relativi a reati ambientali”. Altre circostanze che lasciano a dir poco perplessi e che il senatore Ferrara riporta nell’interrogazione al Ministro della Giustizia: “L’avvocato Amara ha avuto in studio a Catania, in corso Italia, un collega praticante che oggi ha studio nel medesimo posto e le medesime utenze telefoniche dove qualche mese addietro si trovava lo studio che fu di Amara: si tratta del dottor Sebastiano Miano; questi è amministratore di una società, la Panama Srl con sede in Priolo. Nella visura camerale della società (adesso in liquidazione, ndr), i soci sono due, Maurizio Musco e Pasqua Musco: il primo è il sostituto procuratore della Repubblica di Siracusa, la seconda è la sorella; quindi amministratore della società Panama è un praticante (o ex praticante) dell’avvocato Amara e i soci sono il dottor Musco e la sorella. Un fratello del magistrato, Carmelo Musco, è socio della Novalux Srl insieme ad Angela Formica; in comune la Panama e la Novalux hanno anche l’indirizzo di posta certificata e la ragione sociale, costruzione di impianti fotovoltaici. La Panama Srl ha chiesto al Comune di Augusta l’autorizzazione alla costruzione di un impianto sul terreno di proprietà di un’altra società, la Geostudi Srl, – con sede ad Augusta in via Megera 41, di proprietà di Piero Amara, Serafina Amara e, amministratore, tale Roberto Formica”. Certamente sono molti i punti da chiarire, compresa la notizia – finora uscita come indiscrezione solo sul settimanale “Diario Doc” – che quattro imprenditori, di cui non vengono fatti i nomi, avrebbero denunciato il direttore de “La Civetta di Minerva” Franco Oddo e la vice direttrice Marina De Michele per un non meglio specificato tentativo di estorsione. Sempre che la notizia trovi conferma, secondo il senatore Francesco Ferrara “lascia perplessi ed è forse paradossale che ad occuparsi della denuncia ai danni dei due giornalisti sia proprio la Procura di Siracusa, sulla quale i due hanno più volte scritto”. La lunga interrogazione al Ministro della Giustizia da parte del senatore del Pd, si conclude riportando “la richiesta della sottosezione dell’Associazione nazionale magistrati (ANM) di Siracusa che si è espressa a favore dell’annunciata volontà del Procuratore della Repubblica di Siracusa di richiedere al Consiglio Superiore della Magistratura l’apertura di una pratica a tutela, a seguito dei numerosi articoli di stampa apparsi su alcuni periodici locali in ordine alla sussistenza di cointeressenze economiche tra magistrati della Procura della Repubblica di Siracusa ed alcuni avvocati del libero foro. Sottolineando che, qualora rispondesse il tutto a verità, questo getterebbe ombre sulla terzietà dei magistrati coinvolti, terzietà che è elemento indispensabile per un credibile esercizio della giurisdizione”.

 

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