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REFERENDUM:
QUATTRO BUONE RAGIONI PER VOTARE
Sì
E
FERMARE IL RITORNO DEL NUCLEARE IN ITALIA. |

1
- I costi delle centrali nucleari
Ormai è condiviso da molti esperti che il peggior nemico del
nucleare è la sua stessa tecnologia: troppo complessa, con
rischi intrinseci che richiedono imponenti e costosi sistemi di
sicurezza e tempi lunghissimi di costruzione. Al contrario di
quanto avviene in tutti gli altri settori tecnologici, il costo
del nucleare è in continuo aumento.
2 - I rischi di inquinamento e contaminazione
Come dimostrano la tragedia giapponese di Fukushima e il
disastro di Chernobyl, non esiste tecnologia che possa escludere
il rischio di gravi incidenti con fuoriuscita di radioattività.
Un impianto nucleare emette radioattività anche senza incidenti.
I bambini che abitano vicino alle centrali corrono maggiori
rischi di contrarre la leucemia. L’agricoltura e il turismo
rischiano di essere pesantemente penalizzati.
3 - La questione delle scorie
Le
scorie sono, da sempre, il problema più rilevante del nucleare.
In nessun paese al mondo si è trovato il modo per stoccare le
scorie ad alta attività, mentre per quelle a bassa-media
attività i cosiddetti depositi geologici si sono rivelati
costosi (miliardi di euro) e inaffidabili, come è accaduto per
un deposito in Germania invaso dalle acque, o per quello del
Monte Yucca in Nevada, deliberato nel 2002 e già dichiarato
inadeguato e da chiudere dal Presidente Obama. Nessun
contenitore, nessun luogo può garantire a lungo lo stoccaggio
delle scorie. Le centrali attuali e quelle in costruzione nel
prossimo futuro (di generazione III+) lasciano ai posteri tale
pericolosa eredità.
4
- Lo sviluppo delle rinnovabili e dell’efficienza energetica
La grande crescita tecnologica delle fonti rinnovabili sta
cambiando radicalmente gli scenari e le previsioni fatte solo
pochi anni fa. Il costo degli impianti delle fonti rinnovabili è
molto diminuito negli ultimi anni, fino a giungere al clamoroso
“sorpasso” a luglio 2010: secondo lo studio della Duke
University, il solare fotovoltaico, sceso sotto i 16 centesimi
di dollaro al kilowattora, costa meno del nucleare, che dunque
diviene la fonte più costosa in assoluto. Oggi, studi molto seri
a livello europeo, ritengono fattibile uno scenario di
produzione elettrica tutta da fonti rinnovabili entro il 2050,
almeno per l’Europa.
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