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PRESTIGIACOMO CONFLITTUALE
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 Della
diffusa serie “chi se ne frega del conflitto d’interessi”, la
ministra dell’Ambiente Stefania Prestigiacomo mantiene
personalmente quote azionarie nella Fincoe srl, con sede a
Casalecchio sul Reno (Bologna), azienda che possiede interamente
la proprietà della Coemi spa di Priolo e la maggioranza
azionaria della Ved srl (Vetroresina engineering development)
sempre di Priolo; società in cui hanno interessi anche altri
componenti della famiglia Prestigiacomo.
La Ved ha filiali e cantieri pure in altre località italiane. A
sua volta la Coemi opera in vari settori di attività e, tra i
numerosi clienti, annovera aziende presenti nell’area
industriale siracusana quali Enel, Erg Raffinerie Mediterranee,
Isab Energy, Air Liquide, Esso Italiana, Sasol, ma anche la Snam
Rete Gas di Messina e l’Enel Produzione di Termini Imerese:
tutte aziende il cui destino, analogamente ad altre centinaia
d’impianti industriali italiani, dipende dalla concessione o
meno dell’AIA (Autorizzazione Integrata Ambientale) da parte del
ministero dell’Ambiente.
L’esame di ogni singola pratica spetta a un’apposita commissione
tecnica. Dopo essersi insediata, la ministra Prestigiacomo ha
deciso di estromettere 21 membri della commissione a suo tempo
nominata da Prodi, sostituendoli – secondo L’Espresso,
Repubblica e altri giornali - con persone a lei vicine
politicamente e geograficamente.
Promemoria Sarplast
Un incidente di percorso nelle attività imprenditoriali della
famiglia Prestigiacomo è stato il fallimento nel 1997 del Gruppo
Sarplast spa, fra i cui soci c’era il padre dell’attuale
ministra. Questi i dati aggiornati nell’ambito delle procedure
fin qui svolte dalla Curatela fallimentare: 957 il numero della
massa dei creditori; oltre 51 milioni di euro l’importo ammesso
al passivo, dei quali più di 25 milioni di euro ammessi come
crediti privilegiati; 4 i progetti di riparto parziale per
oltre 8 milioni e mezzo di euro a beneficio di una parte dei
creditori.
Nel frattempo è tutt’ora aperta presso il Tribunale Civile la
causa avviata dal curatore fallimentare nel 2002, con richiesta
di risarcimento danni nei confronti di Giuseppe Prestigiacomo,
Roberto Ciapini (altro socio della Sarplast) e degli allora
legali rappresentanti della Ved e della Coemi.
Altro filone dell’intricata vicenda giudiziaria del fallimento
Sarplast, è il processo che lentamente va avanti presso il
Tribunale Penale di Siracusa, Una decina gli imputati, alcuni
dei quali accusati di bancarotta fraudolenta e, altri, di
concorso nella stessa. La prossima udienza è stata fissata l’8
gennaio 2009. |