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Nonostante
il Piano Regolatore Generale (PRG) sia lo strumento che dovrebbe
dettare le norme per il corretto sviluppo urbanistico di una
città, a Siracusa si continua a considerare ogni spazio libero
come terreno di conquista. E’ il caso del piazzale Casine Cuti,
un’area grande quanto due campi da calcio davanti al Campo
scuola Pippo Di Natale. Una zona posta di fronte l’ingresso del
Parco archeologico dove si potrebbe realizzare un grande parco
alberato in cui, sia i turisti che i siracusani e i loro
bambini, potrebbero andare a giocare, a leggere un libro, a
ristorarsi all’ombra magari sdraiati su un prato. Un’area verde
che migliorerebbe le condizioni di vita e rilancerebbe il
profilo di una città asfittica e priva di qualsiasi servizio o
spazio ricreativo. Guarda caso, il PRG in quest’area prevede una
zona S3 ovvero “attrezzature per verde, gioco e sport costituite
da parchi e giardini urbani di quartiere, attrezzature per il
gioco dei bambini e attrezzature per lo sport all’aperto”. Ma i
nostri amministratori hanno ben pensato di richiedere una
variante al PRG per realizzare in quell’area un grande
parcheggio di interscambio per autobus. Un interscambio che,
invece di smaltire il traffico in periferia, convoglierà tutti
gli autobus in arrivo dalle altre località nel cuore di
Siracusa, sottraendo alla città un’ulteriore possibilità di
respiro verde, di contro aumentando a dismisura le polveri
sottili nell’aria con un ulteriore aggravio per la salute dei
cittadini. In tutte le città normali la qualità della vita si
misura anche in base agli spazi pubblici, ai parchi, alle zone
verdi; e per ogni casa, palazzo, quartiere sono previste delle
aree a servizio. A Siracusa invece tutto ciò non esiste,
nonostante per legge tali aree dovrebbero essere obbligatorie, e
per quelle previste si chiedono delle varianti per cambiarle!
Carlo Gradenigo per SOS Siracusa
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