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Mentre il mondo s’interroga sul deludente accordo raggiunto a
Copenaghen per la riduzione dei gas serra, l’assessorato
Territorio e Ambiente della Regione siciliana ha detto no alla
realizzazione di un terminale di rigassificazione di gas
naturale liquefatto (Gnl) nel Comune di Melilli. Il 26 novembre
2009 a Palermo si è infatti tenuta la Conferenza dei servizi
conclusiva sulla richiesta avanzata dalla Ionio Gas Srl (società
del gruppo Erg-Shell), che mette una pietra tombale su una
vicenda che va avanti da un quinquennio. Entusiasti ed
emozionati sono i componenti dei comitati cittadini contro il
rigassificatore di Melilli, che esprimono soddisfazione per un
obiettivo raggiunto ed insperato. Ci dice Antonella Andolina,
vice responsabile comunicazione e stampa del comitato melillese:
«Sono state finalmente ascoltate ed accolte le nostre fondate
preoccupazioni. È il sito scelto il problema, non certo
l’impianto in se stesso. Pensiamo ad esempio all’incendio del 30
aprile 2006 alla ERG MED sud, al panico totale che generò e
all’emergenza durata oltre 72 ore. E consideriamo anche ciò che
è avvenuto a Viareggio con soli 48 metri cubi di Gnl: cosa
avremmo dovuto aspettarci se lo stesso incidente si fosse
verificato in prossimità dei tre serbatoi con 450.000 metri cubi
di gas naturale liquefatto che la Ionio gas vorrebbe realizzare
nel nostro territorio? Probabilmente un devastante effetto
domino su tutta la costa e sui centri urbani della zona
industriale. Il tutto per un impianto di cui non c’è davvero
bisogno in una regione come la Sicilia, che già produce il 20%
in più del proprio fabbisogno energetico e che vedrà sorgere a
Porto Empedocle un impianto di rigassificazione dell’Enel». Ad
esultare sono anche i cittadini di Melilli e Priolo per la
conferma dei risultati a suo tempo ottenuti nei rispettivi
referendum consultivi, che registrarono la netta prevalenza dei
“no” al rigassificatore con il 93 e il 95% dei votanti.
Risultati per i quali va ricordato l’impegno per la
sensibilizzazione delle popolazioni da parte di Pippo Annino e
di Eugenio Bonomo, rispettivamente presidente e responsabile
della comunicazione del comitato di Melilli, e di Angelo
Musumeci, presidente del comitato di Priolo. Restano invece a
bocca asciutta i sindaci del comprensorio industriale (Sorbello,
Rizza e Carrubba) i quali, nonostante il parere negativo delle
proprie comunità, avevano dato il loro appoggio alla costruzione
dell’impianto e già avanzavano richieste di compensazioni
economiche. Estremamente rammaricata, a questo punto, sarà anche
il ministro dell’Ambiente Stefania Prestigiacomo, per la quale
le ragioni imprenditoriali sembrano prevalere sulle
preoccupazioni ambientali. Prima del no definitivo al progetto,
Prestigiacomo aveva dichiarato all’Ansa (l’agenzia di stampa
nazionale) che il comportamento della Regione Siciliana era
“colpevole e irresponsabile” e prometteva battaglia per
sbloccare l’autorizzazione alla realizzazione. “Come ministro
dell’Ambiente - aveva sottolineato - mi sono occupata delle
autorizzazioni per Porto Empedocle e Priolo. Nessuno mi ha
spiegato perché il rigassificatore di Porto Empedocle è stato
sbloccato, mentre Priolo no”. Beh, essendo siracusana certamente
troverà tante persone disposte a spiegarle il diniego e a
descriverle, visto che sembra ignorarle, le peri-colose
caratteristiche della nostra zona industriale. Nessun commento,
invece, da parte della società promotrice del progetto che sul
proprio sito afferma laconica: sfrutteremo il gas, non il
territorio!
Stefano Elia
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