Misteri siciliani: l’irresistibile ascesa del sindaco di Melilli Pippo Sorbello

Le amministrative del 2007 a Melilli segnarono uno storico risultato per il sindaco uscente Giuseppe Sorbello, eletto al primo turno con il 71,9% dei voti, e le liste a lui collegate raggiunsero addirittura il 76,4% dei consensi, con il risultato migliore della provincia e secondo mi-glior risultato in tutta la Sicilia. Gli oppositori, sia di centrodestra che di centrosinistra, furono sbaragliati e ridotti ai minimi termini con soli 3 consiglieri di minoranza contro i 17 della maggioranza, il che meritò a Melilli l’appellativo di Bulgaria degli Iblei. Eppure Melilli non era e non è esattamente una città da record per tenore di vita né per attività produttive. A voler paragonare il suo territorio a qualcosa, potremmo ricorrere ad una pattumiera considerando le ben 11 disca-riche presenti, di cui molte contenenti rifiuti speciali, tossici e nocivi; cui aggiungere la percentuale (questa sì da record) di malformazioni neonatali e di neoplasie, una disoccupazione giovanile al 20 % in una città povera di servizi e persino prossima destinataria di un inceneri-tore e di un rigassificatore, a ridosso di una zona industriale in smobi-litazione dove però continua ad essere frequente il superamento delle soglie d’inquinamento atmosferico consentite. Vale la pena segnalare che tutto ciò è accaduto mentre Sorbello, a partire dal 1986, è stato per 5 anni consigliere comunale, per 5 presidente del consiglio comu-nale, per 5 assessore e per gli ultimi 8 anni primo cittadino. Giuseppe Sorbello, dunque, meglio noto come “Pippo sì sì” per il suo stile bril-lante e possibilista, anche grazie all’eclatante successo elettorale del 2007 si è accattivato l’amicizia personale di Raffaele Lombardo, che l’ha voluto al suo fianco come assessore nella giunta regionale. Carica che, dopo un lungo tira e molla, però ha dovuto lasciare perché incom-patibile con quella di sindaco. Recentemente, poi, un’ombra sembrava oscurare quella sua vittoria elettorale del 2007. C’è un’indagine giudiziaria per presunti voti di scambio avviata dalla Procura della Repubblica di Siracusa, a causa della quale Sorbello era stato inizialmente iscritto nel registro degli indagati. Ma a quanto pare la sua posizione è stata chiarita ed egli è uscito fuori dall’inchiesta. A rimanere indagati sarebbero invece due assessori della sua giunta. La Procura sta passando al setaccio il pe-riodo precedente al voto e dall’inchiesta sembrerebbe emergere non un caso isolato, ma un sistema di gestione organizzata per il recupero dei voti. Certamente le notizie sono trapelate con un abissale ritardo, ad-dirittura a tre anni dal voto e con una legislatura che volge al termine. Restando sempre e comunque garantisti fino alla sentenza definitiva passata in giudicato, a ripensarci bene in quel periodo pre-elettorale, Melilli sembrava un paese surreale. Per il Natale, ad esempio, si re-gistrò un aumento impressionante della spesa pubblica. Non solo le classiche luminarie e gli spettacoli di rito, ma kermesse di cantan-ti, panettoni per tutti i dipendenti comunali, per tutti gli alunni delle scuole, per gli insegnanti, per i centri anziani… E a Pasqua? Uova e colombe nuovamente per tutti, ovvio. Contemporaneamente, diverse strade private sarebbero state asfaltate a spese del Comune. Inoltre, ci fu la nomina da parte del Comune di una sfilza di consulenti ed esperti e l’elargizione di contributi a vario titolo ed in ordine sparso, a destra e a manca. Col risultato che le cospicue casse municipali (cospicue grazie alle entrate concesse dal ricalcolo dell’Ici della zona industriale e della zona commerciale di Città Giardino) si sono presto esaurite e il bilancio comunale è andato in rosso, fuori dal patto di stabilità. Circostanza che non ha impedito di utilizzare i fondi del Comune per pagare i legali incaricati di querelare chi si è permesso di esprime-re a mezzo stampa perplessità e dissenso nei confronti di modalità quantomeno stravaganti di gestione amministrativa. Circa un anno fa, sempre per fatti riconducibili al 2007, Sorbello era stato rinviato a giu-dizio per la pubblicazione di materiale elettorale con fondi comunali. Fu, infatti, pubblicato e distribuito - da dipendenti durante l’orario di lavoro - un librettino con in bella mostra l’effige del sindaco, che s’intitolava “novanta buoni motivi per riconquistare la tua fiducia”. Subito arrivò la condanna della Corte dei Conti, mentre il processo penale è ancora in corso.

 

Stefano Elia

 

 

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