METAFORE ITTICHE Di trote, muletti, mazzuni e altri figli d’arte

 

Se Umberto Bossi ha definito suo figlio Renzo “il trota”, a quale specie ittica i politici siracusani dovrebbero paragonare i propri pargoli? Ai muletti, ai mazzuni? Perché, caro direttore, andando a leggere i fiumi di comunicati stampa che arrivano nelle redazioni, anche in quella scalcagnata come la nostra, ci sono tanti, ma tanti, figli d’arte. Molti anni fa mio padre mi diceva che senza un parente avvocato non era possibile intraprendere la carriera forense. Se si recasse al palazzo di giustizia il mio babbo riconoscerebbe che tante cose, da quando mi teneva sulle sue ginocchia, sono cambiate, perché di avvocati “ci nné quantu a rina ro mari”. Se invece avessi io un figlio, gli direi che per fare il politico ci vorrebbe uno di famiglia. Qualche esempio. Ha presente chi è il presidente del consiglio comunale di Siracusa? Glielo dico io, caro direttore: Edgardo, detto Edy, Bandiera. Il figlio di Gaetano, detto Tatai, (la famiglia Bandiera adora i nomignoli) che è stato sindaco democristiano di Siracusa. Quello stesso Bandiera condannato, insieme a Gino Foti, a trenta mesi di reclusione per voto di scambio, che non sentì il bisogno di dimettersi da presidente del consiglio provinciale. A proposito di presidente del consiglio provinciale, lo sa chi ricopre oggi quella carica? Michele Mangiafico, il nipote prediletto di Pippo Gianni che con la giustizia qualche problemino lo ha avuto. Va bene che le colpe dei padri e degli zii non devono ricadere sui figli e sui nipoti, ma che ci posso fare: a me certe carriere politiche puzzano di nepotismo. O forse mi sono semplicemente rotto i cabbasisi del presenzialismo di Edy e Michy, che ogni giorno si fronteggiano dai rispettivi troni. Arriva ai giornali un comunicato stampa sul sesso degli angeli scritto dal figlio di Tatai? Ed ecco che, sulla medesima posta elettronica, dopo pochi minuti compare il pensiero del nipote di Pippo. Manco fossero Fini e Schifani. Il confronto viaggia anche su Facebook, a colpi di “amici”. Chi ne ha di più? Nella classifica aggiornata al 26 aprile, u mulettu Michele è in testa con 3037 amici, mentre u mazzuni Edgardo segue con 2871. Ma questi due giovani rampanti non sono certo gli unici figli d’arte della politica matrigna e patrigna siracusana. Pippo Gianni, un vero fuoriclasse, oltre a dare un aiutone al nipote ha piazzato pure il figlio Luciano che, nella sua Priolo, è consigliere comunale. Della serie: con un occhio talìa a iàtta, e con l’altro frìi u pìsci! E vogliamo parlare anche del “trota” di Titti Bufardeci? Ma come, direttore, non conosce il figlio dell’ex sindaco di Siracusa nonché ex vice presidente della Regione? Si chiama Italo Bufardeci, fa il consigliere comunale e mi sembra un poco ombroso comu na lambuca. Da cronista, lo ricordo una volta seduto nello stesso tavolo insieme al papà Titti Canario, in occasione di un convegno sulla pesca (a proposito di metafore ittiche) tenuto nella sala stampa del Comune in via Minerva. Naturalmente – ubi maior minor cessat – a parlare fu solo quel sarago di porto del padre.

Marco Bavaglio

 

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