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“Noi vogliamo diventare il traffico” è lo slogan e l’obiettivo
ambizioso dell’Aretusa Bike-Fiab di Siracusa per
contribuire ad abbassare il livello delle polveri sottili, per
decongestionare il traffico e per una città più vivibile.
L’associazione ciclo ambientalista aderisce alla Federazione
italiana amici della bicicletta e promuove la legge
366/98 per lo sviluppo della mobilità ciclistica nelle scuole e
nel territorio. “Ruote in libertà”, “Siracusainbici”, “Più bici,
meno auto, più salute” e “Bimbinbici” sono le manifestazioni
pubbliche organizzate per promuovere la cultura europea della
mobilità sostenibile in una città che ha redatto e non attuato
il Piano urbano del traffico. La cultura della bicicletta deve
partire dalle scuole per formare dei ciclisti urbani, che
nell’ambito del proprio quartiere raggiungano la scuola in
bicicletta e che siano in grado di organizzare una
ciclo-escursione in sicurezza lungo la pista ciclabile. Il
progetto “La scuola va in bici” ha coinvolto dieci istituti
comprensivi per promuovere l’educazione alla mobilità
sostenibile e ciclistica, il codice della strada della
bicicletta, la sicurezza stradale e lezioni di meccanica, in
stretta collaborazione con il comando della polizia municipale e
l’assessorato alla pubblica istruzione. Lo scopo finale è quello
di ridurre il numero delle auto davanti le scuole nelle ore di
punta, per una migliore tutela della salute, dell’ambiente ed un
utilizzo responsabile del veicolo motorizzato. La stessa legge
obbliga il Comune a creare quelle infrastrutture, piste
ciclabili e parcheggi per le biciclette, per favorire lo
sviluppo della mobilità ciclistica in città. Grazie alla pista
per l’inesauribile serie “minchiate o scuru sarausane”, la
nostra risulta una delle città italiane in cui è operativo il
servizio di bike sharing (che significa “bicicletta condivisa”).
L’elenco compare nel sito internet di Bicincittà, la società
torinese che gestisce questo servizio operativo a livello
nazionale. E in effetti, fra gli altri giochi di prestigio della
prestigiosa Prestigiacomo, nell’ambito del G8 Ambiente del 2009
a Siracusa arrivarono anche le biciclette a go (gò) bike.
Sappiamo com’è finita. Delle 15 postazioni “Go Bike” sparse per
la città pochissime sono rimaste, attive ma con biciclette in
pessimo stato. Come documentato sullo scorso numero dell’Isola
dei Cani, molte delle bici acquistate in occasione del
prestigiacomoso G8 sono accatastate in un garage dei vigili
urbani assieme ai mini bus elettrici: simboli del fallimento,
con grande sperpero di denaro pubblico, della campagna di
mobilità sostenibile promossa dall’ex ministra
industrial-ambientalista nella “sua” Siracusa. Ed è stato un
fallimento annunciato, poiché un Comune non può avviare un
simile progetto a comu veni prima, ovvero improvvisando, in una
città dove la cultura della bicicletta è pressoché assente. E
invece: scarsissima comunicazione, difficoltà riguardo l’accesso
all’utilizzo delle bici, manutenzione inesistente hanno
contraddistinto la gestione del servizio. Poi si sono aggiunti i
numerosi furti di ruote, e siamo curiosi di sapere se il
servizio di videosorveglianza installato nelle postazioni “Go
Bike” sia stato poco funzionante e/o inefficace. Come suggerisce
una persona competente e appassionata della materia qual è
Gianni Gallaro, quel poco di biciclette ancora recuperabili
l’amministrazione comunale potrebbe venderle a un prezzo
“politico” ai cittadini che ne fanno richiesta, e col ricavato
acquistare e collocare nel centro storico delle “rastrelliere”
di parcheggio per biciclette di adulti e bambini. ciclabile
molti cittadini si sono avvicinati alle due ruote ecologiche, ma
per l’utilizzo della bici per gli spostamenti urbani chiedono
più sicurezza stradale ed interventi di moderazione della
velocità del traffico. A breve comincerà il consueto giro nelle
scuole per promuovere il concorso nazionale di disegno abbinato
a “Bimbinbici”, l’annuale evento nazionale previsto per la
seconda domenica di maggio.
Gianni Gallaro |