La rossa merdosa mucillagine che tinge il Porto Grande
 

Ogni volta che piove il Porto Grande di Siracusa si tinge di rosso. Rosso cardinalizio, direbbe chi ha l’abilità di confezionare elegantemente le peggio­ri verità. Rosso di merda, direbbe senza mezzi termini il po­polo. Sì, perché di merda a tutti gli effetti si tratta. Il colore rosso che si è ripresentato nel porto dopo le prime piogge di stagione è l’effetto della notevole presenza di mucillagine, di cui neanche la Capita­neria di Porto fa segreto. Di recente, la periodicità di questo fenomeno è sta­ta infatti confermata dal comandante Martinez a un quotidiano locale. Mucillagine che non cade dal cielo o per virtù del­lo spirito santo. La sua presenza è determinata dai nostri inutili amministratori del Comune in quan­to nel Porto Grande, attraverso il canale Grimal­di, vengono sversati i reflui della città dopo aver­li trattati nel depuratore di contrada Canalicchio. Reflui che, sebbene depurati, sono ancora ricchi di carica batterica e soprattutto di nutrienti azotati che fanno proliferare a dismisura alcune alghe, da cui il colore rosso e le condizioni asfittiche delle ac­que del porto. Esattamente come avvenne qualche decennio fa nell’Adriatico. Con tutte le coste che abbiamo, proprio nel porto devono finire gli str....aordinari quantitativi di re­flui prodotti? – penserete voi. Una considerazione talmente semplice, sfuggita però alle amministra­zioni comunali di ieri e di oggi. Il porto infatti non è il luogo più idoneo perché è connesso al mare aperto per un solo chilometro. In­vece, attraverso l’ex condotta dell’acquedotto Cia­ne, i reflui potrebbero essere addotti al depuratore IAS di Priolo e, con la già presente condotta sotto­marina di 1,8 km, scaricati in mare aperto. Il Comune dice di essere d’accordo a fare tutto questo, ma solo a parole. Nei fatti è da 12 anni che è impegnato a perdere tempo e a tentare di fare bu­siness, volta per volta, con la barriera arborea an­tismog, il ponte gobbo, i porti turistici, le go bike, i villaggi turistici, la pista ciclabile, il G8 Ambiente. Il progetto risolutivo, conservato nei cassetti, non è venuto alla luce né con il sindaco Bufardeci né col suo fedele successore Rin-Visen-tin, malgrado le nuove restrizioni della legislazione ambientale (Dlg n. 152 del 2006) e le richieste dell’ufficio AR­PA-SR ai tempi del presidente Angelo Stoli. Inaccettabile l’indifferenza dei direttori della Ri­serva Naturale Orientata Fiume Ciane, nel cui pe­rimetro ricade il canale di scarico: sia l’ex direttore Macauda che l’attuale Campisi non si sono mai preoccupati che lo scarico inquinante ricada in zona A, quella di massima protezione. Ma allora che pro­teggono? - direte voi. Semplice, la pol­trona! Come se non bastasse, in città lo smalti­mento delle acque piovane è organizza­to in maniera paradossale e irraziona­le. Meriterebbe il Premio Bestialità chi ha pensato e chi ha autorizzato l’origi­nale sistema, mediante il quale le acque bianche meteoriche (quelle che si accu­mulano in strada quando piove) vengo­no convogliate nella rete fognaria e uni­te a quelle nere; insieme vanno a finire al depuratore e quindi nel porto. Va da sé che, in tal modo, non solo aumenta la por­tata dei reflui da depurare, ma vengono depurate anche le acque bianche malgrado ciò non sia ne­cessario. Pertanto aumentano i costi di depura­zione e, di conseguenza, gli importi delle bollette. Non solo. Con questo sistema il depuratore si sa­tura e non funziona come dovrebbe, per cui quello che sfocia nel porto quando piove, non è quello che vorrebbero farci credere. Insomma, il depuratore di contrada Canalicchio troppo spesso è inutile perché insufficiente e ob­soleto. Essendo a servizio delle città di Siracusa, Floridia e Solarino, e accogliendo anche le acque bianche meteoriche di Siracusa e Solarino, è ordi­nariamente in disservizio e straordinariamente in servizio.

Fabio Morreale


 

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