Il sogno spezzato di Mauro Rostagno

Da Lotta Continua a Macondo, dall’India a Saman, all’impegno antimafia e al giornalismo di frontiera. Sabato 4 giugno 2011, alle ore 18 nella sede del Centro Pio La Torre in piazza S. Lucia 24 a Siracusa, si terrà un convegno per ricordare Mauro Rostagno: “un uomo di movimento e in movimento, espressione di una generazione mobile e movimentata che ha intrecciato, ostinatamente, la ricerca e la tutela delle ragioni della propria esistenza alla ricerca e alla tutela delle ragioni dell’esistenza altrui”. Così ebbe a definirlo lo scrittore e sociologo Luigi Manconi, subito dopo l’assassinio mafioso di Rostagno avvenuto il 26 settembre 1988 vicino Valderice nel trapanese. Per quel delitto è finalmente iniziato il processo che si sta celebrando in Corte d’Assise a Trapani, nel quale sono imputati i due presunti killer Vincenzo Virga e Vito Mazzara. Parti civile sono la figlia di Mauro, Maddalena Rostagno e la moglie Chicca Roveri, nonché l’Associazione siciliana della stampa. Il convegno di Siracusa, organizzato su iniziativa di Lillo Venezia, Carmelo Maiorca, Riccardo Orioles con la collaborazione di altri giornalisti siciliani, vuole ricordare la figura di Rostagno e le tappe della sua vita contrassegnata da un forte e appassionato impegno politico e sociale. Nato a Torino il 6 marzo del 1942, figlio di dipendenti della Fiat, Mauro lavorò da ragazzo come operaio, si laureò in sociologia a Trento; leader del movimento studentesco partecipò alle lotte del ’68, visse per qualche tempo in Germania e in Inghilterra, fu tra i fondatori e i dirigenti del movimento Lotta Continua con cui, tra l’altro, organizzò le lotte dei senza casa nella Palermo della metà degli anni Settanta. Finita l’esperienza di Lotta Continua, aprì a Milano un locale che chiamò Macondo in omaggio al paese inventato da Gabriel Garcia Marquez nel celebre romanzo Cent’anni di solitudine. Non finendo di stupire, Rostagno si accostò in seguito alla cosiddetta filosofia “arancione”, prendendo il nome di Sanatano e nel 1980 si recò a Poona, in India, con la moglie e la figlia. Ma non condivise la successiva scelta della comunità di trasferirsi negli Stati Uniti. Lui, invece, decise di andare in Sicilia e di fondare la comunità Saman per il recupero dei tossicodipendenti. L’ennesima svolta alla quale Mauro aggiunse in terra siciliana un nuovo impegno: la denuncia contro la mafia e il malaffare politico. Nel suo ruolo di giornalista, attraverso l’emittente televisiva di Trapani Radio Tele Cine, Ristagno cominciò a raccontare con sferzante ironia e in modo documentato gli intrallazzi delle amministrazioni locali e di qualche partito, le vicende connesse a una loggia massonica crocevia di più interessi, le collusioni politicheaffaristiche con le cosche mafiose trapanesi e relative attività criminali. Mauro Rostagno denunciava e invitava la gente a uscire fuori dall’apatia, a reagire, a riscattarsi. Per questo l’hanno ammazzato.

 

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