Il governatore della Sicilia
Raffaele Lombardo è riuscito a comporre una nuova maggioranza
all’Assemblea regionale. E’ così iniziata l’avventura del
“Lombardo quater” secondo la definizione di quei giornali
fissati con la numerazione attinta dal settoriale linguaggio
giuridico mutuato dal latino, tipo maxi-processi: invece di
tris, “ter”, invece di quartus, per l’appunto “quater”. Saranno
minchiate ma a noi queste cosette c’intrigano sempre. Comunque
sia: quater, quartus, quattru (non dimenticando il beatle siano
Fabolous 4) questa quarta compagine governativa guidata dal
catanese Raffielluzzu, sembra il Lombardo Quark. Per dirla con
Piero Angela: nella fisica nucleare il quark indica delle
ipotetiche particelle che, aggregate, costituirebbero tutte le
particelle elementari della materia.
Non stiamo
dicendo che è un’accozzaglia. Anzi, tra gli assessori di questo
governo “tecnico” ci sono persone per bene e competenti. Certo,
Lombardo non è propriamente il nostro ideale di politico: è
stato eletto con uno schieramento di centro-destra e non abbiamo
dimenticato le lingue-in-bocca con la Lega nord. Né il
rinnovato voto di fiducia dato al governo Berlusconi dai
parlamentari dell’Mpa, verosimile contropartita del sostegno a
Lombardo concesso, all’Assemblea regionale siciliana, anche da
un pezzo del Pdl Sicilia su diretta disposizione del Cavaliere
Silvio Banana. E poi c’è l’inchiesta giudiziaria della Procura
di Catania, dove Lombardo è indagato per concorso esterno in
associazione mafiosa. Una vicenda su cui insiste, in
particolare, la redazione palermitana del quotidiano La
Repubblica, con l’infuriato governatore che ha esortato
pubblicamente i magistrati ad andare a perquisirla.
Non che a noi
l’odorino che esala risulti gradevole. Tutt’altro. Eppure
saremmo disposti a turarci il naso, se Lombardo e i suoi tecnici
riuscissero a realizzare sul serio almeno alcune delle riforme
necessarie alla malmessa Sicilia, sanità e rifiuti in testa.
Regolare quella macchina di spreco e di favoritismi che è la
sanità siciliana e impedire che la munnizza ci sommerga, sarebbe
di per sé un successo. Ma,
a differenza dei dirigenti del Pd che parlano di “una pagina
nuova della Sicilia che si sta scrivendo”, noi vogliamo vedere i
classici “fatti”. Ad esempio l’utilizzo corretto e produttivo
dei fondi europei per dare boccate di ossigeno, e non
assistenzialismo, alla sbrindellata economia della nostra
regione. Ovviamente c’è da considerare l’alleanza, le
particelle che si sono aggregate e che costituiscono la
materia del Lombardo Quark. Oltre al Pd e al partito del
governatore (l’Mpa), qualche finiano convinto di quello che fa,
quelli dell’Udc rimasti fedeli a Casini, l’Api di Rutelli e un
pezzetto di Pdl Sicilia… fino a quando dura. Insomma, non
proprio il massimo della vita se uno ha una prospettiva
politica in cui resistono ideali di giustizia sociale e altre
cosette di sinistra. E guardando Pippo Gennuso, Jano Burgaretta
e Pippo Sorbello, i triumviri siracusani del Movimento per
l’autonomia, ci si chiede: ma gli esponenti del partito di
Lombardo sono così in tutta la Sicilia? Allora diventa più
difficile e non basta tapparsi il naso. Bisogna anche
sottoporsi stoicamente alla ripetuta lettura delle veementi
dichiarazioni degli oppositori dell’attuale governo regionale: i
Castiglione, gli Alfano e gli altri di Forza Italia – il
cosiddetto Pdl lealista – con cui adesso concordano gli altri
del Pdl Sicilia, ossia i Micciché, i Bufardeci e company che,
senza più poltrone assessoriali, hanno rotto la luna di miele
col non più amicone Lombardo.
Fa bene pure ascoltare le
indignate reazioni dei pippigianni cuffariani scissionisti dell’Udc
e adesso Pid: “Partito per l’Italia di domani” (sic). Così
fortificati, possiamo seguire queste nuove prove di governo in
Sicilia. A proposito della quale, Leonardo Sciascia usò
l’aggettivo “irredimibile”: l’intera isola? i suoi abitanti? la
sua classe politica?
Un giorno forse lo capiremo
meglio.
Carmelo Maiorca