I nodi del G8 vengono al pettine

 

Dal 22 al 24 aprile del 2009 i ministri dell’ambiente degli 8 paesi più industrializzati del mondo, assieme ai loro  colleghi di altre dieci nazioni si riunirono a Siracusa per parlare di questioni climatiche ed energetiche. La scelta di tenere il G8 Ambiente nella città siciliana fu fortemente caldeggiata dalla ministra siracusana Stefania Prestigiacomo. La propaganda ministeriale batté la grancassa sul prestigio e i benefici che l’evento - si disse - avrebbe portato a Siracusa. In questa vignetta del nostro Antonio Mangiafico, il G8 diventò Giotto inteso come il famoso pittore del Trecento. Una volta Giotto avrebbe fatto uno scherzo all’amico Cimabue dipingendo sopra una tavola una mosca. La quale era così realistica che Cimabue, tornato a lavorare sulla tavola, cercò di scacciarla. Ma la mosca era solo un disegno: aveva la forma e non la sostanza. Per Siracusa il G8 Ambiente è stato un po’ la stessa cosa. Per la sua realizzazione furono spesi circa 8 milioni di euro dal Ministero dell’Ambiente, dalla Regione e dal Comune. Uno sperpero clamoroso nell’ambito di un evento che, nella sostanza, non ha lasciato quasi nulla di utile e duraturo. Alcuni lavori eseguiti con procedure d’urgenza (di cui sarebbe il caso di saperne di più) furono ben visibili ma non certo ben voluti, tipo la “riqualificazione” (sic) del periplo del centro storico di Ortigia risolta con una grande colata di cemento spalmata sulle basole preesistenti. Al grido di “Siracusa si fa bella” la ministra Prestigiacomo si fece fotografare a bordo di una bicicletta, sottolineando il dono fatto alla città di un servizio di bike-sharing, con l’impegno di fornire al Comune diversi mezzi ecologici e un contributo di 500.000 euro per la manutenzione delle biciclette. Ma il primo versamento di 325.000 euro venne effettuato solo un anno e mezzo dopo, e il secondo pare che non sia mai arrivato. Nel frattempo il Comune (alle prese con problemi finanziari dovuti a una gestione complessiva non propria accurata) è stato costretto a versare altri 500.000 euro, cui vanno sommati i complessivi 874.130 euro provenienti dal Ministero e dalla Regione per le postazioni delle go-bike e il servizio di videosorveglianza. Insomma, un’operazione finanziariamente confusa e dal pessimo risultato finale: le postazioni collocate in alcuni punti della città o sono prive di biciclette, o sono rotte o, comunque, non sono fruibili. La maggior parte delle bici sono accatastate all’interno dell’ex mercato ittico, utilizzato come garage dal comando dei vigili urbani. La stessa sorte è toccata a 6 mini bus elettrici, il cui costo ammonta a 1.044.398 euro, di cui solo 252.000 euro pervenuti dal ministero dell’Ambiente e il resto pagato dall’amministrazione comunale mediante un mutuo. Ma siccome non ci sono i soldi per ricaricare le batterie, né si è risolto il problema degli autisti, questi pulmini ecologici rimangono inutilizzati assieme alle biciclette nella rimessa dei vigili. Nell’aprile del 2010 Stefania Prestigiacomo, rievocando il G8 dell’anno prima con un suo intervento sulla stampa locale, affermava tra l’altro: “Mi chiedo se la sensibilizzazione sui temi dell’ambiente che la città ha ‘subito’ in quel periodo di full immersion non sia di per se un risultato straordinario”. In effetti sui temi dell’ambiente Siracusa continua a conseguire risultati “straordinari”, come l’altissima quantità di nocive polveri sottili (da inquinamento urbano e industriale) rilevate nell’atmosfera in molti giorni dell’anno. Una città – da una dozzina d’anni malamente amministrata dal centrodestra  dove la raccolta differenziata dei rifiuti continua ad essere pressoché inesistente, con percentuali bassissime che la collocano in fondo alla classifica fra tutti i capoluoghi di provincia italiani. Basta fare un giro e vedere i cassonetti danneggiati o stracolmi, basta vedere l’assenza di essi nelle pubbliche strutture. Il G8 Ambiente siracusano dell’ineffabile ministra Prestigiacomo ha davvero lasciato il segno!

Carmelo Maiorca Andrea Ossino

Emblematiche eredità del G8 Ambiente di Siracusa: biciclette e mini bus elettrici giacciono inutilizzati dentro l’ex mercato ittico - (foto di Fabio Fazzina).

 

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