I RISCHI DELL'EFFETTO DOMINO

 

Di seguito pubblichiamo le conclusioni tratte dal documento con cui il Dipartimento Territorio e Ambiente dell’Assessorato regionale, ha espresso parere negativo alla realizzazione del rigassifica-tore della Ionio Gas. (...) Nel sito in questione i problemi sono soprattutto la prossimità dell’impianto proposto ai centri abitati e ad altre industrie a rischio, l’assenza di ricambio idrico nella rada di Augusta con i conseguenti effetti dello scarico delle acque di processo nell’ambiente marino. La zona vede contemporaneamente presenti i vari rischi: industriale, sismico e conseguente rischio maremoto, bellico, attentati, traffico navale, linea ferrata all’interno di aree destinate a deposito gas. La zona è infatti interessata alla presenza di una linea ferrata che l’attra-versa, passando a ridosso dei depositi, con pericolo di esplosione nel caso ci fosse un deragliamento, un incidente o una fuga di gas. Nella rada di Augusta inoltre è presente il pericolo derivante dall’elevato traffico di navi che trasportano greggio, raffinati, esplosivi, ecc. pro-blematica già affrontata nel Piano di risanamento ambientale del 1995, in cui si invitava a prendere le dovute precauzioni per ridurlo. Dalla documentazione in possesso si ricava un incremento notevole del traffico di navi, circa 150 all’anno, ma non si rileva quali attività di prevenzione, riduzione e mitigazione del rischio di incidente dell’impianto e della circolazione delle navi nella rada siano state messe in atto. Sebbene l’impianto in sé è sicuramente un impianto che con le dovute cautele è relativamente sicuro, non è tale se immesso in una situazione di rischio pre-esistente e sottoposto ad effetto domino. Dato il sito prescelto, anche un incidente non immediatamente catastrofico, avrebbe grandi probabilità di innescare un effetto “domino” che concretizzerebbe un rischio imprevedibile per gli insediamenti umani limitrofi. Dovrebbero essere adottate ad Augusta le norme dell’IMO (International Maritime Organization) che nella circolare dell’11 dicembre 2006 prescrive specifiche misure di regolamentazione del traffico relative alle gasiere, prescrivendo una ”zona di sicurezza di 2 chilometri di raggio” attorno all’impianto nella quale sono permanentemente vietati il transito, l’ancoraggio, lo stazionamento di navi in attesa e qualsiasi altra attività. Se norme analoghe venissero adottate anche ad Augusta, l’incompatibilità del rigassificatore non soltanto con i programmi di sviluppo dei traffici commerciali, ma anche con l’operatività attuale del Porto appare evidente. Il sito prescelto ha un grado di pericolosità tale da rendere necessario un approfondimento e una riduzione del rischio prima della realizzazione di un analogo impianto quale è il rigassificatore. L’opera in argomento non risulta coerente con i principi di risanamento ambientale di cui al predetto Piano, considerando che lo stesso pone tra i principi il contenimento e la riduzione dei rischi. In conclusione poco spazio è stato dato alle alternative al progetto e alla loro analisi, quali ad esempio impianti off-shore, navi gassificatrici, impianti interrati e loro conseguente analisi critica. Per quanto sopra rappresentato, nell’ottica della prevenzione, della sicurezza e del contenimento e riduzione degli incidenti derivanti dai rischi prima evidenziati, si esprime parere negativo alla realizzazione dell’opera nell’area prevista dal progetto. L’opera potrebbe risultare compatibile con il territorio interessato qualora si riuscisse ad abbassare il livello di rischio che lo caratterizza.

 

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