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Ventisette
ragazzi e ventisei ragazze delle scuole medie superiori di
Siracusa hanno trasformato il loro lavoro di ricerca nell’ambito
del concorso “Sos paesaggio siracusano”, in un’aperta denuncia
dello scandaloso stato in cui versa il territorio e tutte le sue
più importanti testimonianze culturali e paesaggistiche. Un
accurato censimento di opere e di siti sui quali dovrebbe
ritornare l’attenzione della città e delle autorità pubbliche
per trasformarli in un’occasione di recupero, riutilizzo e
valorizzazione; in un’opportunità per ridare valore a realtà che
sembravano irrimediabilmente perdute; per creare nuove economie
legate al turismo e alla cultura. Nei video e nelle fotografie
realizzati dagli studenti, tra le incompiute più denunciate
troviamo il palazzo della Croce Rossa alla Pizzuta, una maceria
di cemento del quale si è persa l’indignazione dei cittadini
adulti e la memoria della causa dell’abbandono; l’Istituto
alberghiero vicino alla stazione ferroviaria, un altro esempio
paradossale di una città che continua a volersi definire
turistica, e che trascura il sito che dovrebbe creare
professionalità capaci di trarre benessere da quella economia;
il parcheggio di viale Santa Panagia, l’incompiuta più
sconcertante nell’area di più recente urbanizzazione, che segna
l’incapacità dell’amministrazione pubblica di servirsi
d’infrastrutture che hanno divorato ingenti risorse collettive.
Per non parlare dei numerosi edifici storici lasciati in uno
stato d’inaccettabile abbandono, come la tonnara di S. Panagia e
le saline di contrada Isola. Parole, commesse pubbliche,
interventi miliardari, poi l’abbandono totale e il degrado. Il
Teatro comunale di Siracusa che - a cinquant’anni dalla chiusura
e dopo ripetuti interventi di consolidamento e ristrutturazione,
non sempre svolti a regola d’arte – ancora attende di essere
restituito alla città. E ancora, il degrado in cui sono lasciati
vecchi edifici che hanno ospitato uffici pubblici, ora
inutilizzati. Le immagini impietose dell’ex Tribunale in piazza
della Repubblica, che ritraggono particolari dello stato di
abbandona in cui versa e denunciano l’assenteismo della
proprietà, incapace di restituire un minimo di decoro ad un
palazzo che rappresenta un buon quarto di una delle piazze più
frequentate della città contemporanea. Le riprese dell’ex
Ospedale neuropsichiatrico e dell’ex Carcere borbonico, puntano
il dito su due grandi occasioni da spendere per completare il
tessuto dei servizi pubblici della città, assegnando ad esse
coraggiose nuove funzioni. Lasciate, invece, in uno stato di
abbandono che frusta ogni speranza di recupero e di progetto. Le
scritte che imbrattano gli edifici pubblici, che oltraggiano
senza soluzione di continuità il monumento ai caduti d’Africa,
sfigurandone la stessa funzione evocativa. Implacabili ed
ironiche sono invece le immagini di strutture che dovevano
fornire servizi di base alla cittadinanza, quali la scuola
elementare e il centro anziani del Villaggio Giardino a Siracusa
e la scuola Domenico Costa di Augusta. Con gli autori dei
filmati e delle fotografie, lo Studio legale Giuliano promuoverà
nuove iniziative con la finalità di stimolare, presso le
istituzioni pubbliche responsabili, l’avvio dell’iter per il
recupero e la valorizzazione dei siti al centro delle denunce
dei giovani studenti.
I
vincitori del concorso
A
“SOS paesaggio siracusano”, il concorso ideato e organizzato
dallo studio legale Giuliano, hanno partecipato 53 studenti di
17 istituti superiori di secondo grado di Siracusa. Di certo un
buon risultato per un’inedita iniziativa della quale è giusto
evidenziare l’identità di chi l’ha promossa, ossia lo studio
legale che l’avvocato Corrado Giuliano conduce assieme a una
dozzina di colleghi. A riguardo, sono da sottoscrivere le parole
del professore Tomaso Montanari dell’Università di Napoli:
“Purtroppo nel nostro paese non è certo ovvio che un gruppo di
avvocati s’impegni non ad eludere ma ad affermare la legalità.
Immaginate che rivoluzione se il Consiglio Nazionale Forense
facesse propria l’idea siracusana e lanciasse un SOS paesaggio
italiano aperto a tutte le scuole superiori del Paese!”. La
commissione valutatrice del concorso ha assegnato il primo
premio ex aequo a Milena Dziedzic e Matteo Cavagnacci,
mentre il terzo premio è stato attribuito a Tecla Guarino.
Milena Dziedzic ha 18 anni e frequenta l’istituto Quintiliano di
Siracusa. Di origine polacca, risiede da diversi anni ad
Augusta. Ha partecipato al concorso con un video sulla scuola
Domenico Costa di Augusta, un’incompiuta lasciata nel più totale
abbandono. Nel suo lavoro ha poi proposto una sequenza di
immagini del litorale megarese, trasformato in un’infinita
discarica abusiva. Matteo Cavagnacci ha 19 anni e ha completato
gli studi superiori al liceo classico Gargallo di Siracusa.
Attraverso un’incalzante sequenza di scatti fotografici ha
proposto i particolari dello scempio, della trascuratezza e
dell’abbandono che è possibile osservare ad ogni angolo della
città, partendo dallo stato di degrado in cui versa l’edificio
dell’ex Tribunale in piazza della Repubblica. Tecla Guarino ha
16 anni e frequenta il terzo anno del liceo scientifico Corbino.
Nel suo video si è soffermata su alcuni siti della città, di
grande valore storico-archeologico e naturalistico, abbandonati
o a rischio di cementificazione come le mura Dionigiane, la
balza di Acradina e la Pillirina, e sulle incompiute più
scandalose. Oltre a questi premi, è stata distribuita una
menzione speciale agli autori di altri 14 video e consegnate
diverse note di elogio.
Corrado V. Giuliano
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