“E poi dicono che mi girano le pale”: devono averlo pen-sato non pochi operai della Siteco, azienda metalmecca-nica di Priolo specializzata nella costruzione di torri eoli-che che, fra diretti ed indotto, impiega 650 lavoratori. Minchia direttore, mica lo sapevo che o Priolu c’era un colosso che fattura qualcosa come 27 milioni di euro. Non è che gli ho contato i soldi in tasca; semplicemente mi sono informato andando a spulciare il sito de Il Sole 24 Ore, che non è un giornaletto scalcagnato senza arte né parte come il nostro. Me lo consente, vero, direttore? E di soldi, la Siteco, quest’anno ne poteva fare di più avendo ottenuto commesse strabi-lianti con altre aziende per costruire i nuovi parchi eoli-ci in Sicilia. Solo che la Re-gione ha deciso di non conce-dere le autorizzazioni, soste-nendo che non se ne possono fare così troppi, dopo avere però approvato il piano energetico ambientale che prevede lo sfruttamento delle fon-ti alternative, tra cui il vento. Morale della favola: al momento niente parco eolico, commesse perse e lavoratori a casa. Incuriosito, ho deciso di in-formarmi sui protagonisti di questa vicenda. Ed ho cominciato dal capo della Siteco, tale Salvo Montagno, prio-lese, 56 anni, amministratore delegato dell’azienda. Salvo Montagno… Salvo Montagno…. Ah sì, ricordo che prima delle pale si è oc-cupato di porte ed anche di calcio: dirigente del Siracusa, quello che fallì proprio sul più bello quando la squadra lottava per la serie B. Aspetta, che si sta rinfrescando la memoria. E’ lo stesso Montagno, già vice segretario provinciale dell’Udc, brac-cio destro del potente Pippo Gianni, priolese come lui. Minchia, vero… la moglie di Montagno. Paola Consiglio, è l’attuale assessore provin-ciale agli spettacoli, ovviamente in quota Udc. Lo sa, caro direttore, che prima dello scisma del Pdl siciliano e dell’azzeramento della prima giunta regionale guidata da Raffaele Lombardo, il nostro Pippo Gianni era l’assessore all’Industria? E lo sa chi era il più strenuo difensore dei parchi eolici siciliani? Ma lui, il medesimo Pippo da Priolo che, di questi tempi, qualche bella legnata l’ha presa. Si era candidato alle Europee, era anche andato a lezioni di inglese e francese, ma è stato trombato. Così per ora è rimasto a meditare sulle pale eoliche che non girano per colpa di un melillese. E sì, è sempre la solita storia delle rivalità. Un po’ come Pisa e Livorno, Roma e Milano. Embè? Anche Melilli e Priolo hanno scoperto di essere rivali. Mi spiego: lo sa chi è stato l’assessore che si è spalma-to a pelle d’orso sulla Sicilia per non fare costruire le torri eoliche? Un altro Pippo… Sorbello, ex assessore regionale al Territorio ed Ambien-te nonché sindaco di Melilli. Pippo Sorbello sta al presi-dente della Regione Lom-bardo, come Montagno sta a Pippo Gianni (….mi pare si dica così). Insomma, Mpa contro Udc. Pensi, caro direttore, che dopo i vastunati che i due Pippi si sono dati a Palermo quando erano assessori, Sorbello nelle vesti di sindaco di Melilli ha deciso di far fuori dalla giunta comunale gli “uddiccini” dell’avversario Gianni. Vuoi vedere che il blocco delle autorizzazioni per i nuovi parchi eolici non c’entra una benemerita mazza con i problemi connessi all’impat-to ambientale? Non è che si sono messi a “giocare” tra di loro? Della serie: “Siccome st’azienda è cosa tò, iu nunn’ha fazzu travagghiari”.

Marco Bavaglio

 

 

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