
Ci volevano due irriducibili
paladini dei diritti civili come Ermanno Adorno ed Elio
Tocco per mettere sotto i riflettori dei media e quindi
della cittadinanza, le disumane condizioni in cui vivono,
da moltissimi anni, le famiglie del campo nomadi situato
nella zona dei Pantanelli a Siracusa. Una decisa denuncia
pubblica, firmata anche da una ventina di intellettuali
laici e cattolici, rivolta innanzitutto all’amministrazione
comunale affinché intervenga. E non faccia più finta (come
le amministrazioni che l’hanno preceduta) di non sapere
che una sessantina di esseri umani, tra cui parecchi bambini
nati a Siracusa, sono costretti in una situazione di estremo
degrado ambientale. Questi nuclei famigliari mantengono
puliti e, per quanto sia possibile, decorosi gli interni
delle vecchie roulotte in cui abitano. Ma tutto intorno è
sporcizia, liquami fognari, cavi elettrici posti
pericolosamente a terra. L’iniziativa del comitato spontaneo
promosso da Tocco e Adorno ha intanto spinto l’assessore
comunale ai servizi sociali, Antonello Liuzzo, a effettuare
un sopralluogo. E poi arrivato un cassonetto per la
raccolta dei rifiuti. Ma al più presto (e l’assessore si è
impegnato in tal senso) occorre provvedere a un’opera di
disinfestazione dell’area, al miglioramento degli scarichi
delle acque bianche e nere, alla posa in sicurezza della
rete elettrica. E bisogna fare in modo di dare ai bambini
del campo nomadi la possibilità di frequentare la scuola e
potersi integrare.

Gli zingari
di Enzo Jannacci (1970)
Fu quando
gli zingari arrivarono al mare che la gente li vide, come si
presentano loro, loro gli zingari. Come un gruppo cencioso,
così diseguale e negli occhi, negli occhi impossibile
poterli guardare. E allora gli zingari guardarono il mare e
restarono muti perché subito intesero che lì non c’era
niente, niente da dover capire, niente da stare a parlare,
c’era solo da stare, fermarsi e ascoltare. Sì, perché il
vecchio, proprio lui il mare, parlò a quella gente ridotta
sfinita. Parlò ma non disse di stragi, di morti, d’incendi,
di guerre, d’amore, di bene e di male. Non disse. Lui li
ringrazio solo tutti di quel loro muto guardare. E allora
lui, il vecchio, si proprio lui, il mare, parlò a quella
gente bizzarra, svilita e diede al suo corpo un colore
anormale, di un rosso tremendo qualcuno a star male. Questo
fu quando gli zingari
arrivarono al mare.