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Con Bono presidente della
Provincia adesso i tempi sfrecciano

Da qualche anno è rispuntato il ghiribizzo di “ristrutturare e
rilanciare” il circuito di Siracusa sognando i fasti di un
tempo, quando da queste parti sfrecciavano piloti del calibro di
Fangio e Ascari e quando, aggiungiamo noi, quelle competizioni
agonistiche non erano ancora pesantemente caratterizzate
dall’insopportabile impronta del business più sfrenato.
Proseguendo la strada avviata dal suo predecessore Bruno
Marziano, l’attuale presidente della Provincia Nicola Bono ha
entusiasticamente annunciato che l’opera si realizzerà, che a
Siracusa rinascerà il circuito più grande e più bello che pria,
che sarà una struttura fondamentale per lo sviluppo economico,
in primis quello turistico, di tutta la provincia. Minchia,
troppa grazia! Talé che ci convinciamo pure noi.
L’ottimismo di Bono è davvero coinvolgente, anche perché
previsioni, date, tempi li azzecca sempre. Più di dieci anni fa
annunciò che, grazie ovviamente a lui medesimo, sarebbero
arrivati soldi a tinchité per completare l’autostrada
Siracusa-Gela…. che infatti è ancora ferma a Rosolini. Adesso,
tra le tante magnifiche e progressive sorti che ci attendono
mercé la presenza di Bono alla presidenza dell’amministrazione
provinciale, c’è per l’appunto la realizzazione del circuito di
Siracusa. L’azienda che dovrà eseguire i lavori è stata
individuata ed è la Maioli SpA di Ravenna che, apprendiamo, è
“un’impresa nota in tutto il mondo per la competenza nella
specifica materia”. Pare ci siano pure i soldi, 21 milioni di
euro, e quindi alé, gli appassionati si preparino: il circuito
di Siracusa è pronto a ripartire….non subito, è ovvio. Un po’ di
tempo ci vuole… L’iter prevede circa 6 mesi a partire da ora per
l’avvio concreto dei lavori; poi occorreranno 21 mesi,
dall’omologazione della Federazione automobilistica, per
realizzare – è stato detto - il primo step: in inglese
l’espressione step by step significa “passo dopo passo” ovvero
“per gradi”. E, per aumentare la ricettività e realizzare i
servizi, il secondo lunghissimo step dovrebbe comportare altri
2000 – duemila!!! - giorni di lavori. A conti fatti e ad andare
bene, senza cioè gli immancabili imprevisti, il circuito sarebbe
completato nel 2018. Su una cosa siamo pronti a scommettere: i
21 milioni di euro di investimento previsti per la realizzazione
finale dell’opera, non saranno sufficienti.
Le ultime corse risalgono al 1970 Una parte di siracusani, per
ragioni di età, non sa che fino al 1970 funzionava un autodromo,
un tracciato dove si organizzavano corse automobilistiche. Da
allora è rimasto il toponimo “circuito” indicante la zona da cui
per lo più si transita, uscen-do dal centro cittadino, in
di-rezione di Canicattini Bagni che a sua volta non è, come è
noto, una località balneare ma una cittadina rurale situata a
una ventina di chilometri da Siracusa. Ro ciccuitu si
passa ovviamente anche per andare in diversi altri posti o, al
contrario, giungendo a Siracusa dalla cosiddetta zona nord.
Insomma, il quotidiano via vai di macchine è assicurato ma di
gare sportive da quasi 40 anni non c’è più l’ombra. Per dirla
papale papale, a noi dell’Isola dei Cani dell’assenza di un
circuito automobilistico non potrebbe fregare di meno. Siamo tra
coloro ai quali già basta e assupècchia l’assordan-te
colonna sonora dei motori provocata dal normale traffico
veicolare.
Tex Killer
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