Cartoline dalla Pizzuta

 

La zona della “Pizzuta negli ultimi ventanni ha registrato un forte sviluppo edilizio. Migliaia di abitanti vivono nelle palazzine delle numerose cooperative di cosiddetta edilizia residenziale. Girando per le lunghe vie Randone, Raiti, Licata, ecc. dando uno sguardo alle aree aperte condominali si notano prati discretamente curati e verdeggianti. All’esterno il nuovo quartiere mostra invece i caratteri di un’urbanizzazione precaria e fatiscente. I rettilinei sono parodie di viali alberati a causa di piante abbandonate a se stesse, mal curate e invasive dei marciapiedi. Qua e la spiccano ampie zone ricoperte di sterpaglia e, a volte, anche di rifiuti, dove evidentemente abbondano i topi. Le aree in questione nel Piano regolatore generale del Comune risultano tutte destinate a strutture pubbliche, indicate variamente dalle sigle S1, S2, S3, S4. Le quali corrispondono a: S1 – Attrezzature per istruzione dell’obbligo: asili nido, scuole materne, elementari e medie. S2 – Attrezzature d’interesse comune: uffici sanitari, ambulatori, centri sociali, biblioteche, sale da spettacolo, uffici municipali e centri di culto. S3 – Attrezzature per verde, gioco e sport. S4 – Parcheggio. C’è da chiedere se le smandrappate amministrazioni di centrodestra che si susseguono da alcuni lustri, guidate da Titti Canario Bufardeci, prima, e da Roberto Rintintin Visentin, dopo, abbiano rilevato o meno le suddette aree dai privati. Di certo c’è che non sono state avviate le procedure necessarie a qualificare queste zone della Pizzuta, nel rispetto di quanto stabilito dal PRG.

 

 

 

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