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Terra Madre, l’ultimo
libro scritto dal fondatore di Slow Food Carlo Petrini, è un
vero programma politico
Nel sistema agro-alimentare che domina il pianeta, il cibo è
diventato una merce come tutte le altre, il cui prezzo è stato
stabilito da regole di mercato disumane, senza badare alla
qualità e senza rispettare chi lo produce. In questo mondo di
valori capovolti, è il cibo che ci mangia: un cibo omologato,
seriale, globale e poco naturale che inquina la Terra, dal campo
al nostro stomaco, che causa gravissimi danni all’ambiente e
alla natura, dalle campagne fino alle moderne megalopoli.
Fondatore del movimento Slow Food di cui è tuttora presidente
internazionale, autore di diversi libri, editorialista del
quotidiano Repubblica e collaboratore del settimanale
L’Espresso, Carlo Petrini per non essere più mangiati dal cibo
propone con Terra Madre un’alleanza tra chi produce il
cibo e chi poi lo mette in pancia: tra tutti coloro che nel
mondo riconoscono il grande valore politico, economico e
culturale del cibo. Ha scritto Michele Serra: “Terra Madre
è il libro più determinato di Petrini, il cui pensiero va a
toccare la natura profonda del rapporto tra gli uomini e il
lavoro, gli uomini e il mercato, gli uomini e gli altri uomini”.
Un libro che vuole affermare la straordinaria importanza della
rete Terra Madre come soggetto politico mondiale, in grado di
incidere sulle scelte agricole, alimentari e ambientali del
pianeta. Al volume, edito da Giunti - Slow Food Editore, è
allegato il DVD “Gente di Terra Madre” che racconta i pastori, i
contadini, i pescatori, i cuochi, gli studiosi arrivati a Torino
in occasione della terza edizione di Terra Madre tenuta
nell’ottobre del 2008, per incontrarsi e scambiare idee e
proposte. Un evento che ha riunito più di 1600 comunità del cibo
provenienti da 150 Paesi. Il filmato testimonia la dimensione di
una rete mondiale che dal 2004 opera ogni giorno, in ogni luogo,
per lo sviluppo di un sistema globale del cibo fondato sulla
biodiversità e rispettoso dell’ambiente e delle culture locali.
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