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La notizia dell’anno è passata inosservata a tutti, compresi i
giornalisti più attenti e le agenzie di stampa nazionali. Eppure
è arrivata a tutte le redazioni siracusane nel modo più
semplice, sotto forma di dichiarazione del sindaco Roberto
Visentin, contenuta in un comunicato stampa diffuso
dall’amministrazione comunale il 10 dicembre scorso. Commentando
la definitiva apertura al traffico dell’autostrada Catania-
Siracusa (tra i contorti bla bla bla di circostanza tipo: “Si
apre una nuova fase che taglia una marginalità infrastrutturale
e che, proiettandoci in una nuova prospettiva, salda anche
plasticamente il nostro territorio, la nostra economia e le
nostre potenzialità alle province di Catania e Ragusa”) Visentin
“Rintintin”, come lo chiama affettuosamente il suo caro amico
Enzo Vinciullo, ha fatto un annuncio straordinario: “Per noi
siracusani che festeggiamo Santa Lucia, l’apertura al traffico
dell’autostrada dopo decenni di attesa costituisce un vero e
proprio dono della nostra Santa alla città”. Sti cazzi!!! Questa
la notizia bomba contenuta nelle parole del nostro illuminato
primo cittadino. Passata però sotto silenzio, forse perché
nessuno ha creduto in una novità che potrebbe stravolgere tutte
le moderne tecniche edilizie, in particolare quelle di
costruzione delle autostrade. Ma vi rendete conto? Millenni di
evoluzione della specie spazzati via in un’affermazione
semplice, efficace, difficilmente confutabile. Centinaia di anni
e montagne di denaro buttati al vento nella sperimentazione
scientifica. Milioni di persone sacrificate - a cominciare dai
sudditi dell’antico Egitto delle piramidi - durante la
costruzione di opere edilizie faraoniche. Cosa ne sarà delle
scoperte degli scienziati che hanno versato sudore sui libri di
scuola e sangue sui tavoli di laboratorio per trovare le
migliori mescole per il cemento? L’asfalto… Quanto tempo ci ha
messo l’uomo per inventarlo? Ecco perché la rivelazione di
Visentin è stata sottaciuta, messa sotto embargo, osteggiata,
calata in un bagno d’indifferenza. Sono state le multinazionali
del cemento e le industrie del guardrail a censurare
un’informazione rivoluzionaria? Una preghierina la sera prima di
andare a letto, un cero acceso davanti l’altare, una
processione, due Ave Maria, un Padre Nostro e l’autostrada è
fatta. Minchia, ma come mai nessuno ci aveva pensato prima? Se,
come dice il sindaco, l’autostrada Catania - Siracusa è dono di
Santa Lucia, allora dobbiamo crede-re che a sua volta Sant’Agata
c’entri qualcosa con la Catania-Gela. Per fortuna Visentin ci ha
illuminati con le sue perle di saggezza: niente più appalti,
lavori in corso, operai morti ammazzati dalla noncuranza
rispetto alle norme di sicurezza. Basta solo votarsi al santo
preferito. Ma dev’essere un santo efficace. Prendiamo gli eterni
lavori per l’ormai mitica Siracusa-Gela. Ad un certo punto Santa
Venera e San Corrado devono aver provveduto per il tratto tra
Avola e Noto; adesso di sicuro scenderà in campo San Giorgio per
arrivare da Rosolini fino a Modica. E il completamento fino alla
città del cioccolato è cosa fatta, ma bisogna prevedere
un’eventuale variante al progetto: se l’autostrada dovesse
passare da Modica Bassa allora occorrerà coinvolgere San Pietro,
perché San Giorgio è patrono di Modica Alta. Insomma, non
bisogna fare errori. Probabilmente la Siracusa-Gela si è fermata
a Cassibile per decenni non per l’inettitudine del consorzio di
gestione dell’opera, ma perché invece di votarsi a Santa
Venerina l’appalto doveva essere consacrato a San Sebastiano.
Come in molti lavori pubblici ci può essere il bisogno di
“oliare” il meccanismo burocratico, ma in questo caso niente
tangenti in denaro, possono bastare sacrifici umani: due giovani
vite stroncate in un frontale sulla Ragusana, una famiglia
sterminata in uno scontro tra tir e utilitaria tra Rosolini ed
Ispica. Gli dei ringraziano.
Ivano Saltafossati
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