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Sono circa 300 gli avvocati che hanno firmato il manifesto-
appello, che riportiamo di seguito, promosso dai colleghi del
movimento “Partecipazione, rappresentatività, trasparenza”. Al
termine di un’affollata assemblea, tenuta il 23 dicembre nella
sala biblioteca del palazzo di giustizia, il testo del manifesto
è stato anche sottoscritto dai rappresentanti di una cinquantina
di associazioni, fra cui Arci, Legambiente, Wwf, Sos Siracusa,
Centro Pio La Torre, Associazione giuristi democratici. In
questi giorni il Foro Siracusano è al centro di una vicenda di
estrema gravità e complessità. Vicenda che, se fosse vera,
getterebbe un’ombra inquietante sulla dignità e sulla
trasparenza del nostro lavoro e sul fondamentale ruolo
d’imparzialità del magistrato. Dignità, trasparenza e
imparzialità sono della garanzia di un giusto processo e del
diritto alla difesa del cittadino, altrimenti minacciati e
compromessi. Le notizie riferiscono i interessi ed affari tra
pubblici ministeri, familiari di magistrati d avvocati.
Auspichiamo che le notizie rese note non siano vere. Se così non
fosse sarebbe inammissibile che un pubblico ministero, un uomo
dello stato, possa intrecciare affari, direttamente o per mezzo
di familiari, con avvocati che continuano a rivestire il ruolo
di controparte processuale dello stesso magistrato. Tutto ciò
non è sostenibile, questa è la nostra idea di avvocati, di
cittadini. Non è più tempo di proclami e conferenze stampa, è
tempo di risposte serie ed inequivocabili. I protagonisti di
questa vicenda, se vera, sono incompatibili con il nostro foro.
A noi avvocati, oggi, il ruolo di garanti delle regole
dell’imparzialità, a tutela di quei magistrati seri ed onesti,
laboriosi ed imparziali ed a tutela degli stessi cittadini.
Pertanto chiediamo al Presidente della Repubblica, al Ministro,
agli organi competenti di verificare la fondatezza delle notizie
e di restituire al nostro ambiente, alla città ed alla giustizia
la serenità e il decoro che meritano. Ai magistrati coinvolti
chiediamo di essere loro stessi promotori dell’apertura di un
fascicolo a loro tutela presso il Consiglio Superiore della
Magistratura.
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