Anche la famiglia Prestigiacomo nel business petrolifero.

Nel mare siciliano, a 11 miglia dalla costa nel tratto di mare tra Marina di Modica e Sampieri (in provincia di Ragusa) da lungo tempo viene sfruttato il giacimento Vega, quello da cui si estrae annualmente il maggior quantitativo di petrolio dal fondale marino d’Italia. La piattaforma petrolifera č la Vega Alfa, una delle pił grandi del Mediterraneo ed appartiene per il 60% a Edison e per il 40% a Eni. Per pił di 20 anni di attivitą estrattiva a fare da deposito galleggiante alla piattaforma č stata la petroliera Vega Oil, che prima si chiamava Agip Sicilia. Vecchia di 36 anni, la Vega Oil č stata dismessa dopo le denunce della Capitaneria di porto di Pozzallo che aveva ipotizzato carenti condizioni strutturali imputabili alla cattiva manutenzione. Nell’ottobre del 2008 la produzione veniva sospesa per consentire la sostituzione della Vega Oil (poi smantellata) con una nuova superpetroliera, la Leonis, entrata in esercizio nell’estate 2010. La Leonis, una nave di una ventina d’anni gią di proprietą della ex flotta D’Amico, č stata trasformata in unitą di stoccaggio galleggiante dopo essere stata acquistata dal Consorzio Cem di Siracusa di cui fa parte – voilą – la societą Coemi della famiglia Prestigiacomo (amministratore delegato č la sorella della ministra, Maria Pia). Un’operazione di 108 milioni di euro, in parte finanziati (34,4 milioni) dalla Banca Corporate del Gruppo Unicredit e per il resto provenienti dal noleggio della petroliera Leonis alla societą Edison sulla base di accordi pluriennali. “Chissą cosa sarebbe stato dei Prestigiacomo senza la politica” – esordiva un articolo del quotidiano Terra dall’emblematico titolo: “Stefania e i petrolieri. Signora degli idrocarburi”.

 

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